Il piano del governo per sbloccare i concorsi nella scuola mira a risolvere una situazione di emergenza che si è creata negli ultimi anni a causa dell'insufficiente reclutamento di docenti. Il sistema attuale, infatti, non è riuscito a coprire nemmeno un terzo dei posti scoperti, causando un boom di supplenti e una situazione fuori controllo con il 25% dei docenti attualmente in cattedra che è un supplente.

La proposta del Ministero dell'Istruzione e del Merito di procedere con bandi annuali mira a garantire una maggiore stabilità e continuità didattica agli studenti, oltre che a soddisfare le esigenze dei docenti precari che aspettano da anni di essere stabilizzati. Il piano prevede inoltre di aggiornare le regole delle selezioni per assicurare che i candidati siano adeguatamente preparati e possedano le competenze e le conoscenze necessarie per insegnare.

Il governo, inoltre, si impegna a creare nuovi posti per assicurare l'inserimento di questi nuovi docenti e a stabilizzare quelli precari attualmente in servizio.

Il Ministero dell'Istruzione e del Merito, inoltre, sta lavorando per garantire che la formazione continua sia un elemento chiave del nuovo piano, in modo da garantire che i docenti abbiano le competenze necessarie per insegnare e per rimanere al passo con i cambiamenti nell'educazione e nella società.

In generale, il piano del governo per sbloccare i concorsi nella scuola rappresenta un passo importante per garantire una maggiore stabilità e continuità didattica agli studenti, oltre che per soddisfare le esigenze dei docenti precari che aspettano da anni di essere stabilizzati. La finalità è quella di garantire una formazione continua per i docenti, perché possano essere sempre adeguatamente preparati e possedere le competenze e le conoscenze necessarie per insegnare.

Concorso Marescialli Carabinieri 2021La certificazione EIPASS, acquisita negli ultimi 3 anni, è inserita nel bando Allievi Marescialli del ruolo Ispettori dell’Arma dei Carabinieri. La domanda va presentata entro il 15 marzo 2021.

Il bando

È indetto un concorso pubblico, per titoli ed esami, per l’ammissione all’11° corso triennale (2021−2024) di 626 Allievi Marescialli del ruolo Ispettori dell’Arma dei Carabinieri.

Possono partecipare:

  1. i militari dell’Arma dei Carabinieri appartenenti al ruolo dei Sovrintendenti ed a quello degli Appuntati e Carabinieri (ivi compresi gli appartenenti al Ruolo Forestale), nonché gli Allievi Carabinieri*
  2. i cittadini italiani tra i 17 e i 26 anni, che abbiamo conseguito o stiano conseguendo il diploma di istruzione secondaria di secondo grado*

*Si rimanda al bando per i requisiti specifici.

Le domande di partecipazione al concorso devono essere presentate entro il 15 marzo 2021, esclusivamente online, attraverso il portale https://extranet.carabinieri.it/ConcorsiOnline20

Nella tabella di valutazione dei titoli, alla voce certificazioni informatiche, vengono attribuiti 0,20 punti alle certificazioni informatiche riconosciute a livello europeo e internazionale, rilasciate negli ultimi 3 anni alla data di scadenza di presentazione della domanda di partecipazione.

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Il percorso prevede 7 moduli di esame, al termine del quale acquisisci l’attestato di certificazione.

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Mancano gli ultimi ritocchi ma è molto probabile che il piano per la ripartenza della scuola sarà pronto per domani, al massimo dopodomani. Imperativo, riaprire il 7 gennaio in presenza, anche per le superiori seppure, come prevede il Dpcm, al 75%. Ma alcune Regioni, Veneto e Campania, chiedono che nei loro territori la percentuale scenda al 50%, almeno all'inizio. Anche se un ostacolo non di poco conto alla riapertura potrebbe essere rappresentato dalla nuova variante del virus che ha portato l'Italia a seguire la line della "massima prudenza" e a chiudere i voli da e per il Regno Unito: in questi giorni saranno effettuati delle verifiche su una eventuale diffusione della variante anche in Italia. E non sono escluse misure più stringenti.

Intanto il nodo trasporti, "sul quale i prefetti ci stanno dando una grande mano perché le misure devono essere territoriali", ha detto la ministra Lucia Azzolina, gli orari di uffici, negozi e scuole e scaglionati e il tracing prioritario per il mondo dell'istruzione sono i tre pilastri della ripartenza dai quali non si può prescindere e sui quali il governo ha trovato un accordo. "Il governo è molto unito sulla data del 7 gennaio", ha tenuto a precisare Azzolina da Lucia Annunziata; poco prima il ministro Speranza aveva detto la stessa cosa. Insomma, l'esecutivo marcia compatto sulla riapertura, "e non fa niente che il 7 sia un giovedì. Non possiamo perdere nemmeno un'altra ora - ha sottolineato la ministra che su quella data si gioca il tutto per tutto - Se lasciamo i nostri studenti a fare solo didattica a distanza è il Paese che un giorno perderà competenze. La scuola è anche motore di sviluppo economico del Paese". E ancora, difendendo il suo dicastero: "La scuola è considerata non come un'attività produttiva. Non si capisce per esempio che l'istruzione è ascensore sociale, che può migliorare e salvare le vite delle persone". In diretta a Mezz'ora in più Azzolina incassa anche il risultato di uno studio condotto dall'epidemiologa Sara Gandini e che dimostra che "non sono gli studenti i responsabili degli aumenti dei casi positivi che si sono visti un autunno. La scuola appare un luogo sicuro, non di contagio". Dati che anche la ministra va ripetendo da settimane, spingendo per la riapertura.

Nel frattempo però i presidi, come già hanno fatto i sindacati, chiedono alla Azzolina che "a tutti i tavoli provinciali coordinati dai prefetti siano invitati anche i dirigenti scolastici. Non è tempo di soluzioni calate dall'alto e soprattutto non c'è tempo da perdere - spiega Antonello Giannelli (Anp) - Solo i dirigenti scolastici hanno piena contezza delle necessità di spostamento di studenti e docenti e quindi sono in grado di proporre soluzioni ragionevoli e basate sui dati di realtà. Le istituzioni scolastiche, lo ripeto da tempo, conoscono le esigenze del territorio e dell'utenza - aggiunge - la loro esclusione dai tavoli prefettizi rischia di rendere vano il lavoro compiuto finora e di allontanare l'adozione di soluzioni atte a rendere possibile e soprattutto duraturo il rientro in classe degli studenti delle scuole superiori".

Sulla riapertura delle scuola "per gli adolescenti suggerisco un esperimento su un distretto scolastico: riaprirlo e vedere se le misure adottate sono sufficienti o se c'è bisogno di cambiare i trasporti o gli orari".

Lo ha detto Andrea Crisanti direttore del laboratorio di microbiologia dell'Università di Padova a 24Mattino su Radio 24, "in due tre settimane si vede cosa succede e si può capire qual è il punto debole della catena, se le scuole sono sicure o il problema sono i trasporti, perché in questo momento ancora non lo sappiamo. Inoltre - ha aggiunto - ci vuole un po' di flessibilità anche da parte di insegnati e famiglie, se il problema dei trasporti non si può risolvere aumentando la capacità, una soluzione potrebbe essere lo scaglionamento di entrate e di uscite, ma se tutti si irrigidiscono il problema non si risolve mai".

Intanto è tato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto del ministro dell'Ambiente che stanzia 20 milioni di euro ai Comuni - con popolazione superiore a 50.000 abitanti interessati dalle procedure di infrazione comunitaria per la violazione dei parametri sulla qualità dell'aria - per scuolabus "ecologici". Lo rende noto un comunicato in cui il ministro Sergio Costa spiega che "proseguiamo nel nostro programma di promozione della mobilità sostenibile puntando in particolare sui mezzi 'ecologici' per gli spostamenti più frequenti e che più incidono sulla qualità dell'aria delle nostre città. Fra questi certamente gli spostamenti casa-scuola sono un settore su cui intervenire, anche per dotare le aree più problematiche dal punto di vista delle emissioni di nuovi mezzi e strumenti per rendere migliore l'ambiente urbano".

In particolare, il decreto destina le risorse "per progetti sperimentali per la realizzazione o l'implementazione del servizio di trasporto scolastico con mezzi di trasporto ibridi o elettrici, per i bambini della scuola dell'infanzia statale e comunale e per gli alunni delle scuole statali del primo ciclo di istruzione". Saranno finanziabili spese per progettazione (fino a 65mila euro), acquisto di nuovi mezzi di trasporto (fino a un milione e 100mila euro), l'acquisto di colonnine per la ricarica (fino a 10mila euro), l'acquisto di pensiline per le fermate del servizio di trasporto scolastico (fino a 50mila euro), la realizzazione di applicazioni mobili (per smartphone e/o tablet) per l'organizzazione e/o il controllo del servizio di trasporto scolastico (fino a 10mila euro), promozione del servizio di trasporto scolastico sostenibile (5mila euro), monitoraggio dei benefici ambientali conseguibili (fino a 10 mila euro).

Le domande per l'ammissione ai finanziamenti dovranno essere presentate dai Comuni entro 120 giorni dalla pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale.

Continua il nostro viaggio negli enti di formazione. Oggi parliamo di Bluesea, associazione senza fine di lucro che opera dal 2004 nel campo della formazione professionale utilizzando prevalentemente il canale del finanziamento pubblico nell’ambito di iniziative regionali, nazionali, comunitarie.

In tale ambito Bluesea ha maturato esperienze nelle diverse tipologie di intervento: dalla formazione rivolta alle fasce deboli del tessuto sociale; dai corsi post – diploma e post – laurea alla formazione continua tramite interventi di aggiornamento o riqualificazione progettati e realizzati in funzione delle esigenze espresse dal sistema economico e produttivo.

Uno degli aspetti maggiormente sviluppati in questi anni è stato quello della rete di collaborazioni per la realizzazione di interventi integrati complessi. Sono cresciute le partnership con il sistema scolastico ed universitario, con quello istituzionale, dei servizi sociali e con il sistema delle imprese. Le partnership hanno permesso lo scambio e l’incontro di esperienze organizzative e di competenze formative e, quindi, una crescita complessiva dei servizi offerti.

Bluesea ha attivato negli anni una serie di collaborazioni che le consentono di operare con criteri di alta specializzazione per il trasferimento di competenze in diversi settori produttivi, primo fra tutti il comparto agricolo.

Azzolina torna alla carica. “Il ministero dell’Istruzione si sta battendo per avere a propria disposizione 20 miliardi provenienti dai fondi europei a favore della scuola, ma “dobbiamo non solo portarli a casa ma anche spenderli” e “fino ad ora il ministero dell’Istruzione lo ha fatto”.

Lo ha detto la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, intervenendo all’avvio, in modalità on line, del secondo anno del programma #Tuttomeritomio, promosso da Fondazione Cr Firenze e da Intesa Sanpaolo.

“La pandemia ci ha messo alle strette – ha sottolineato la ministra Azzolina – l’istruzione soffriva di una malattia che era quella di mancati investimenti economici. Sull’istruzione si era tagliato veramente molto, così come sulla sanità. Adesso si è ricominciato a investire, ma abbiamo tanto da recuperare considerando che la scuola in passato è stata utilizzata come un bancomat, e oggi ne abbiamo pagato le conseguenze”.

Azzolina poi ha aggiunto: “Abbiamo impresso una forte accelerazione alla spesa dei fondi europei, abbiamo speso quasi tutto, abbiamo finanziato 17mila progetti solo quest’anno, tantissimi dedicati all’emergenza. Tanto abbiamo già fatto, potremmo fare ancora di più con i soldi del Recovery fund che sono veramente una grande occasione per il nostro Paese per rilanciare l’istruzione”.

Infine, la ministra ha affermato: “Noi abbiamo investito sia sull’emergenza – solo per far ripartire la scuola abbiamo messo 3 miliardi – e da gennaio a oggi circa 7 miliardi sono stati messi. Adesso c’è la legge di bilancio ed è una legge che stanzia più di 3 miliardi sia per il personale scolastico, per la digitalizzazione ma anche per l’edilizia”.

Logos Progetto Alta formazione ci permette di continuare il nostro viaggio fra gli enti di formazione. La loro sede è a Roma e contatti con loro si possono prendere attraverso il sito.

I corsi di formazione proposti da Logos sono vari, rivolti a chi ha da 18 anni in su (non ci sono altri limiti di età, il loro target va da 18 a 65 anni), in possesso di almeno un diploma di scuola media superiore, di qualunque nazionalità (purché in possesso di regolare permesso di soggiorno) e regione.

Sono di diverso livello e di una durata da 4 a 7 mesi, sono autorizzati dalla Regione Lazio, ma non finanziati, sono finalizzati a formare personale in grado di lavorare in asili d'infanzia (asili nido e scuole dell'infanzia), scuole di ogni ordine e grado, ludoteche e strutture socio-educative.

Tutti i corsi di Logos garantiscono stage aziendali all'interno di strutture socio educative.

Logos collabora con oltre 540 strutture nel Lazio. A tali strutture segnalano gli allievi dei loro corsi per la selezione del personale. Statisticamente circa il 20% dei corsisti viene assunto già durante il corso (grazie alle proposte di lavoro ricevute durante lo stage aziendale). Un ulteriore 30% dei corsisti trova occupazione entro i 6 mesi successivi alla fine del corso.

I corsi autorizzati rilasciano un attestato di qualifica professionale autorizzato dalla Regione Lazio e riconosciuto dalla Comunità Europea.

I corsi professionali di Logos formano e/o specializzano educatori con particolari abilità specifiche. Hanno l’obiettivo di fornire competenze pratiche finalizzate ad un concreto sbocco professionale sia in ambito pubblico che privato.

Le qualifiche rilasciate sono molteplici.

Operatore domiciliare all’infanzia – Autorizzato dalla Regione Lazio - rivolto a chi è in possesso di Diploma o Laurea anche non attinenti al settore psico-pedagogico. Durata 300 ore (circa 5 mesi) Numero chiuso.

Il Corso è finalizzato a formare una figura professionale in grado di lavorare in un Nido Famiglia e/o affiancare le educatrici dell’asilo nido e della scuola dell’infanzia in tutte le attività assistenziali rivolte ai bambini. Tale figura professionale è obbligatoria per legge in ogni asilo nido, pubblico e privato, rispettando il rapporto di 1 a 15 (ogni 15 bambini deve esserci 1 ausiliario/operatore all’infanzia). L’Attestato di Qualifica Professionale, rilasciato direttamente dalla Regione Lazio, ha validità in tutta Italia.

Nell'offerta formativa di Logos c'è anche quello di Operatore educativo per l'autonomia e la comunicazione* – Autorizzato dalla Regione Lazio - rivolto a chi è in possesso di almeno un diploma di scuola media superiore o Laurea anche non attinenti al settore psico-pedagogico. Durata 322 ore (circa 6 mesi). Numero chiuso.

Il Corso è finalizzato a formare una figura professionale in grado di facilitare l’integrazione scolastica dell’alunno con disabilità nell’ambito delle attività formativo-didattiche, dell’autonomia personale e della socializzazione, curando, in team con le altre figure educative e assistenziali, gli aspetti dell’apprendimento, della comunicazione e della interazione-relazione. L’Attestato di Qualifica Professionale di II livello, rilasciato direttamente dalla Regione Lazio, ha validità in tutta Italia.

Nel boquet di Logos c'è anche il corso di Tecnico di Ludoteca – Autorizzato dalla Regione Lazio - rivolto a chi è in possesso di almeno un diploma di scuola media superiore o Laurea anche non attinenti al settore psico-pedagogico. Durata 500 ore (circa 6 mesi). Numero chiuso.

Il Corso è finalizzato a formare un educatore esperto nella conduzione e gestione di laboratori espressivi e ricreativi (grafico-pittorico – animazione – teatro – musica – giocattolo, ecc). Il corso di Ludotecario (Tecnico di Ludoteca) rilascia un Attestato di Qualifica Professionale che risponde alla Legge Regionale n.18 dell’11 luglio 2002 (Tutela del gioco infantile e disciplina delle ludoteche). Il corso permette di lavorare in strutture educative, ma anche di aprire una Ludoteca in proprio. L’Attestato di Qualifica Professionale di II livello, rilasciato direttamente dalla Regione Lazio, ha validità in tutta Italia.

La Dad, la didattica a distanza, da oltre un mese è tornata protagonista delle giornate degli studenti, specialmente dei più grandi. Uno strumento, partito quasi come un esperimento a fine febbraio, che ha salvato la scuola italiana da una chiusura prolungata durante la prima fase della pandemia, seppur tra tanti problemi.

Che comunque all'inizio del secondo lockdown degli istituti, nella maggior parte dei casi, sembrano essere stati risolti. Non per tutti, però, è così: nonostante, infatti, sia passato quasi un anno dalla prima 'connessione', per qualcuno ancora oggi la Dad continua a presentare aspetti da migliorare. Il portale Skuola.net lo ha scoperto attraverso la voce di 3mila alunni delle scuole superiori, raccolta dopo le prime settimane dalle nuove chiusure generali. Racconti che hanno contribuito a disegnare un quadro con molte luci e diverse ombre.

Un chiaroscuro che porta la metà degli intervistati a giudicare la Dad "male se non malissimo", a cui fa da contraltare una metà di fortunati per cui invece le cose vanno "bene se non benissimo". La scuola a distanza non è ancora vista alla pari delle lezioni in aula, tanto è vero che quasi 1 su 3 ammette tranquillamente di seguire rimanendo comodamente in pigiama. A loro si aggiunge un 57% che non arriva a questi estremi ma si veste comunque 'da casa' (con tuta o abiti comodi). Solo 1 su 10 dice che si prepara, più o meno, come se dovesse uscire.

Il fatto di non essere controllati 'a vista' dai professori, però, invoglia parecchi studenti anche a usare la tecnologia a modo loro: più di 6 su 10 confessano che, almeno una volta, hanno risposto presente all'appello del docente ma poi hanno spento microfono e telecamera per fare i propri comodi. Per quasi 1 su 10, tra l'altro, questa è un'usanza frequente. Forse perché sanno di poterla fare sempre franca, dato che praticamente nessuno ha avuto conseguenze disciplinari. Anzi, quando è successo, in oltre 8 casi su 10 il docente di turno non si è proprio accorto di nulla.

Altro tema controverso sin dall'inizio è stato quello della dotazione tecnologica: disponibilità di dispositivi personali per svolgere la Dad da un lato, quantità e qualità della connessione per il collegamento dall'altra. Qui i due aspetti, nel tempo, hanno avuto un destino differente. Attualmente, infatti, circa 9 ragazzi su 10 hanno un computer o un tablet personale (il 10% lo deve dividere con gli altri componenti della famiglia, appena il 3% non ne ha neanche uno in casa). Lo stesso non si può dire per la connessione: ancora oggi, meno di 4 su 10 dicono di avere un collegamento veloce, stabile e senza limiti di traffico. Il 30% ha una connessione lenta, il 17% ha i giga limitati, il 12% ha problemi su entrambi i fronti. Il passaggio brusco dalle attività in presenza a quella 'da remoto', a scuola come al lavoro, ha spesso mostrato anche le difficoltà delle famiglie nell'organizzare gli spazi di casa in modo da permettere a tutti di avere una postazione adeguata.

Ma, per fortuna, questo aspetto della Dad ora non preoccupa più: il 68% dei ragazzi segue le lezioni in una stanza separata dal resto della casa (cameretta o studio) e un altro 18% ha uno spazio tutto suo seppur in un ambiente comune (soggiorno, cucina); solamente poco più di 1 su 10 deve adattarsi giorno per giorno. Entrando nel vivo delle modalità con cui le scuole si sono organizzate per garantire la continuità didattica, un altro dei miglioramenti più evidenti riguarda le piattaforme utilizzate. Ormai più di 9 studenti su 10 hanno si collegano a piattaforme evolute che consentono di seguire videolezioni in diretta. Inoltre, gli insegnanti sembrano aver scelto una linea d'azione comune: l'87% degli alunni delle superiori, infatti, dice che ora deve accedere al massimo a due piattaforme differenti per seguire tutte le lezioni; quasi sempre le più diffuse e conosciute. Da rivedere, invece, l'eccessiva dose di tecnologia somministrata agli studenti che la didattica a distanza ha portato con sé.

Oltre 2 ragazzi su 3 dicono in Dad dice essere davanti allo schermo di un computer (per motivi didattici) ben oltre l'orario di scuola: il 51% stima questo tempo tra le 6 e le 10 ore, per il 17% l'esposizione dura quasi tutta la giornata. E nonostante le scuole possano aprire aule e laboratori per attività pratiche e laboratori o per accogliere gli studenti disabili, stando a quanto dicono i ragazzi, ciò è avvenuto solo in 3 casi su 10. dato che si dimezza se si isolano gli istituti che hanno allestito attività in presenza per i disabili.

Proseguono le mobilitazioni organizzate da professori e studenti davanti alle scuole italiane per chiedere la riapertura di tutti gli istituti scolastici, di ogni ordine e grado. Da domani a domenica è in programma un fitto calendario di iniziative in numerose città, tra cui Faenza, Firenze, Perugia, Torino, Milano, Napoli, Salerno, Mantova, Verona, Vicenza, Mestre, Padova, Treviso. Inoltre, domani, venerdì 11 dicembre, Priorità alla Scuola partecipa al convegno nazionale di Formazione del Cesp (Centro Studi per la Scuola Pubblica), a cui sono iscritti oltre 1000 docenti, che sarà trasmesso in diretta Facebook, dalle 9 alle 13, organizzato dai Cobas Scuola

"Mentre gli adolescenti degli altri Paesi europei vanno normalmente a scuola, quelli italiani continuano ad essere obbligati alla Didattica a Distanza.

Situazione caotica in molte regioni: il Molise, regione "gialla", chiude le scuole di ogni ordine e grado e i sindaci di molti Comuni decidono di tenere aperte almeno le scuole elementari; l'Abruzzo si autoproclama "arancione" e così riporta le seconde e le terze medie in presenza, ma il Governo promette battaglia; il Piemonte "arancione" mantiene chiuse le scuole secondarie di primo grado; il presidente della Regione Puglia si spinge a lasciare la libera scelta ai genitori per la frequentazione della scuola; la Campania sta per diventare zona gialla, ma sono aperte solo la scuola dell'infanzia e le prime due classi delle primarie, inoltre, in una sessantina di Comuni i sindaci hanno chiuso tutto; in Calabria il 16 dicembre si terrà l'udienza del Tar di Catanzaro in merito al decreto cautelare con cui lo stesso Tar aveva annullato l'ordinanza con cui il presidente (ad interim) della Regione eccedeva in zelo chiudendo tutte le scuole, ignorando che il Dpcm prevedeva le scuole aperte fino alla prima classe delle medie anche nelle zone rosse", sintetizzano i promotori.

Di fronte a questo "quadro desolante, Priorità alla Scuola prosegue la protesta a tutela del diritto allo studio e chiede il potenziamento dei trasporti pubblici in orario scolastico e dei servizi di medicina scolastica, inoltre auspica una veloce conclusione delle nomine dei docenti in modo tale che tutte le scuole possano restare aperte in continuità e in sicurezza", conclude il Comitato.

E invece cosa accade al concorso scuola?

Il concorsone è ancora fermo con docenti che aspettano di sapere cosa accadrà.

A causa dell’emergenza sanitaria, le prove del concorso straordinario di cui al DD n. 510 del 23 aprile scorso sono state sospese. Al momento il divieto di espletamento dei concorsi è valido al 15 gennaio 2021. Il Ministero ha comunicato più volte l’intenzione di riprendere le prove appena possibile, ma non è ancora possibile prevedere un calendario, né il Ministero ha comunicato quanto tempo intercorre tra la comunicazione del calendario e l’espletamento delle prove.

Nel frattempo dovrebbero cominciare le correzione da remoto delle prove già svolte. L’annuncio è già stato dato dal 4 novembre, ma ad oggi non è stato avviato nulla in merito.

Andiamo alla scoperta dei più qualificati enti di formazione italiani. Oggi raccontiamo Ulisse, ente di formazione toscano.

"La nostra agenzia formativa offre Corsi di formazione per il mondo dell’acconciatura e quello socio-sanitario, accreditati dalla Regione Toscana - ci raccontano - Da oltre 30 anni, Ulisse Srl - Centro Toscana Acconciatori è un punto di riferimento serio e affidabile. La sede è a Pisa in via Fiorentina 43, in pieno centro. C’è un salone di circa 200 mq. dedicato alle attività per l’acconciatura e poi ci sono due aule da 50 mq. ciascuna per le lezioni".

Continuano da Ulisse: "Siamo un trio di donne ben amalgamato che, nonostante le difficoltà provocate dall’emergenza Covid-19, si è attrezzato per portare avanti l’attività. Dopo il lockdown abbiamo riaperto seguendo le misure anti-contagio richieste per la formazione in aula. Ci siamo adeguati anche alle direttive regionali per la formazione online. Quindi, seppur con numeri ridotti e su turni per evitare assembramenti, lavoriamo sia in presenza che a distanza». Gettare il cuore oltre l’ostacolo risponde alla volontà di chi vuole garantire la continuità dei servizi offerti".

Ma come nasce tutta questa storia? Nata nel 1987 da un’idea di Piero Fedeli, oggi Ulisse Srl - Centro Toscana Acconciatori è un’agenzia formativa moderna che organizza corsi che, per l’ambito socio-sanitario, vanno dall’addetto all’assistenza sanitaria di base al tecnico dell’animazione socio-educativa, più tutta la parte che riguarda la pet therapy; per l’ambito acconciatura, invece, ci sono i corsi per la qualifica di addetto acconciatore e la specializzazione per aprire l’attività di acconciatore. In primavera è sbocciata una preziosa collaborazione con il noto hair stylist Gerry Santoro e la sua Accademia di Santa Croce sull’Arno. Un po’ da tutta la Toscana, e non solo, si presentano persone ai corsi di Ulisse Srl: dai ventenni in cerca di prima occupazione agli adulti che cercano nuove opportunità. “Chi investe per formarsi ha più chance di trovare una collocazione”, dicono. Nel settore socio-sanitario come in quello dell’acconciatura, il 90% di coloro che fanno corsi da noi trova lavoro entro un anno.

Potete vedere tutti i corsi sul loro sito www.formazioneulisse.it.

CORSI RICONOSCIUTI DAL MINISTERO DELL'ISTRUZIONE
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