Nel braccio di ferro che da giorni si è instaurato tra chi, anche nel governo, vuole chiudere le scuole e chi - la ministra dell'Istruzione Lucia Azzolina in testa - vorrebbe tenerle aperte, oggi si sono inseriti i sindacati della scuola che hanno dato il loro appoggio al ministro, definendo la chiusura delle scuole "l'ultima spiaggia" e auspicando addirittura un lavoro "per il rientro in presenza anche del secondo ciclo".
"La scuola deve essere l'ultima cosa a chiudere; molti Paesi in Europa e anche fuori non chiudono le scuole", ha sottolineato la titolare del dicastero di viale Trastevere incontrando stamane i sindacati con i quali i rapporti rimangono complessi ma che sull'apertura delle scuole le hanno teso la mano.
"Consideriamo l'apertura una esigenza imprescindibile -ha commentato la segretaria dello Snals, Elvira Serafini - e appoggeremo il Ministro su questa strada; la chiusura per noi è l'ultima spiaggia. Tutto l'apparato del sistema scolastico ha lavorato duramente per ripartire e non può pagare le responsabilità del sistema sanitario, con le difficoltà sul tracciamento, né quelle del sistema dei trasporti".
Cgil e Cisl sottolineano la necessità di maggiori fondi per il comparto per garantire la sicurezza e la salute ma anche per rinnovare il contratto. La Uil scuola lamenta il fatto che "le relazioni sindacali sono al lumicino. I pochi atti negoziali, come il protocollo sulla apertura delle scuole in presenza e in sicurezza, sono stati sostanzialmente disattesi". Intanto, mentre un articolo pubblicato oggi su Nature on line sottolinea che "I dati raccolti in tutto il mondo suggeriscono sempre più che le scuole non sono punti caldi per le infezioni da coronavirus", le Regioni sul tema scuola, al centro di un incontro tra il premier Conte e i capidelegazione di maggioranza, si muovono stringendo le maglie dopo gli ultimi dati allarmanti sul contagio.
La Regione Umbria ha deciso di attuare la didattica a distanza dal 3 al 14 novembre nelle scuole secondarie di primo e secondo grado statali e paritarie della regione.
In Campania il governatore Vincenzo De Luca ha firmato una nuova ordinanza che contiene, tra l'altro, lo stop alle scuole dell'infanzia a partire da lunedì. Lo stesso De Luca, tornato a parlare della scuola e della sua decisione di puntare sulla Dad, ha ironizzato su una mamma e la sua bimba, definita "ogm" perchè desiderosa di andare a scuola, attirandosi le critiche di diversi parlamentari M5S e del Pd. Nelle stesse ore l'assessore alla Salute della Puglia, Pierluigi Lopalco ha annunciato che si stanno studiando soluzioni che già dalla prossima settimana potrebbero permettere ai bambini più piccoli delle scuole elementari di riprendere la didattica in classe. In diverse città della regione, stamane, quando è scattata la didattica a distanza, ci sono state proteste e flash mob da parte di genitori e degli stessi ragazzi.
In Piemonte il governatore Alberto Cirio si appresta a firmare nelle prossime ore una ordinanza che prevede mezzi pubblici al 50% del carico nella regione insieme alla didattica a distanza al 100% per tutti gli studenti delle Superiori. L'ambito scolastico rappresenta il 3,8% di tutti i contagi ha detto il presidente dell'Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, il quale ha reso noto che è in corso uno stretto lavoro con il ministero dell'Istruzione.
"La scuola - ha detto Locatelli - ha rappresentato una priorità e saranno fatti tutti gli sforzi per mantenerla aperta perché sappiamo bene quanto aver dovuto chiudere ai primi di marzo abbia impattato negativamente sulle future generazioni". "Ovviamente con qualche adattamento", ha concluso il presidente del Consiglio superiore di Sanità, Franco Locatelli di fronte a situazioni territoriali particolari "di significativa peculiare criticità".
Questo coronavirus è una sciagura per tutti ma sembra esserci una categoria più vessata insieme ad altre. È quella dei docenti e, in realtà, di tutti gli operatori del mondo della scuola.
Accade, infatti, che molte scuole italiane siano costrette a chiudere a causa di contagi che colpiscono alunni o direttamente il corpo docenti.
Una volta chiuse le scuole, come del resto sta avvenendo in molti istituti superiori di diverse regioni italiane, non resta altro che applicare la Dad. E fin qui ci può stare perché, nella battaglia contro il coronavirus, era una cosa che è stata messa in conto.
Quello che però non è stato per nulla messo in conto è che a pagare i cocci di questo sistema che va in frantumi sia soprattutto i docenti.
Il motivo è presto spiegato. Ci sono non poche scuole nel Paese che, sospese le lezioni a causa dei contagi da coronavirus o del rischio di contagi, ogni giorno ospitano docenti costretti a fare la Dad dall’istituto “chiuso” agli studenti.
Come se il pericoo di contagio non esistesse per i professori.
In più, alcuni docenti affetti da coronavirus, seppur asintomatici, devono fare comunque lezione. Come se non fosse un loro diritto quello di essere preoccupati per il decorso del Covid.
Ma non solo i docenti di ruolo sono colpiti dall’emergenza coronavirus. Lo sono anche quelli che vorrebbero diventare tali.
È risaputo, infatti, che l’ultimo Dpcm del premier Conte non sospenda il concorso per insegnanti tanto caldeggiato dalla ministra Lucia Azzolina.
Una “mancanza” che ha fatto andare su tutte le furie chi aspettava questo concorso da anni e anche i sindacati. Come si può – è la domanda retorica che si pongono molti – effettuare un concorso che coinvolge oltre 60mila persone in piena pandemia?
Il governo pare non porsi il problema e tanti saranno, loro malgrado, costretti a rinunciare al sogno di una vita solo perché non si è usato un po’ di buon senso.
Nel nuovo Dpcm del premier Conte sono state poste tante limitazioni ma non per i concorsi. Viene automatico, dunque, sottolineare che il Concorso scuola si farà per tutti quegli aspiranti docenti che erano ancora in attesa. Vince la Azzolina dunque.
Non ci stanno i sindacati che continuano a restare perplessi. In particolar modo l'Anief che ha diffuso una nota dopo le parole del primo ministro italiano.
"È stato firmato nella notte l’ultimo Dpcm, firmato dal capo del Governo Giuseppe Conte e del ministro della Salute Roberto Speranza, contenente le nuove misure restrittive per contrastare la nuova ondata di contagi da Covid19: “gli ultimi dati epidemiologici non ci possono lasciare indifferenti”, ha detto lo stesso premier poco fa in conferenza stampa - scrive l'Anief nel suo comunicato - Nel testo integrale e definitivo, in vigore da domani fino al 24 novembre prossimo, si legge che la didattica a distanza sarà impartita almeno per una quota oraria del 75%. Mentre l’attività didattica ed educativa per il primo ciclo di istruzione e l’infanzia continua a svolgersi in presenza. Tra le novità per la scuola c’è l’entrata posticipata, sempre nelle superiori, lo stop dei viaggi d’istruzione, le riunioni degli organi collegiali solo con modalità a distanza. Le procedure concorsuali, come la selezione straordinaria per 32.000 posti avviata questa settimana, vanno avanti".
"Nel testo integrale e definitivo, in vigore da oggi fino al 24 novembre prossimo - dice l'Anief - si legge che la didattica a distanza sarà impartita almeno per una quota oraria del 75%. Mentre l’attività didattica ed educativa per il primo ciclo di istruzione e l’infanzia continua a svolgersi in presenza. Tra le novità per la scuola c’è l’entrata posticipata, sempre nelle superiori, lo stop dei viaggi d’istruzione, le riunioni degli organi collegiali solo con modalità a distanza. Le procedure concorsuali, come la selezione straordinaria per 32.000 posti avviata questa settimana, vanno avanti".
Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “Ha fatto bene il Governo a prendere una decisione nazionale, come avevamo chiesto, adottando quella cabina di regia indispensabile per evitare spiacevoli differenziazioni di trattamento. A questo punto è bene che il contratto integrativo sulla didattica a distanza, in via di pubblicazione, contenga le dovute tutele per il personale coinvolto. Sul concorso straordinario della scuola secondaria, invece, continuiamo ad essere contrari, ancora di più perché i dati dei contagi risultano in crescita, mettendo a repentaglio la salute di oltre 64.000 partecipanti, e perché continuano a non essere previste delle prove suppletive che vanno a danneggiare i diritti dei tanti esclusi perché in quarantena o impossibilitati a partecipare alle prove perché malati”.
"Sempre tra le disposizioni approvate per la scuola, si legge che le istituzioni scolastiche di secondo grado potranno modulare “ulteriormente la gestione degli orari di ingresso e uscita degli alunni, anche con turni pomeridiani”, ma con ingressi che non potranno “ogni caso avvenire prima delle 9”. Come riporta Orizzonte Scuola, vengono “sospesi i viaggi di istruzione, le iniziative di scambio o gemellaggio, le visite guidate e le uscite didattiche, programmate dalle scuole di ogni ordine e grado. Restano le attività inerenti i percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento” - è ancora il pensiero del sindacato della scuola - Inoltre, “le riunioni degli organi collegiali delle istituzioni scolastiche ed educative di ogni ordine grado possono essere svolte in presenza e a distanza, in base alle possibilità di garantire il distanziamento fisico. Il rinnovo degli organi collegiali può avvenire con modalità a distanza, purché venga garantita la segretezza delle operazioni. Le Università, sentito il Comitato Universitario regionale di riferimento, possono organizzare le attività didattiche in presenza e a distanza, in base all’andamento epidemiologico e in funzione delle esigenze formative”.
Era il grande giorno del concorso scuola. Si sono presentati puntuali ieri alle 8 nelle sedi che erano state loro indicate, da nord a sud Italia, i 1645 candidati al concorso straordinario per diventare docenti di ruolo.
"E' l'occasione della vita", hanno detto più d'uno trepidanti a chi chiedeva loro come si sentissero mentre entravano. Si tratta infatti di docenti che lavorano almeno da 3 anni nelle scuole; alcuni sono docenti precari da diversi anni. La domanda di partecipazione poteva essere presentata entro il 10 agosto; sono 32mila i posti messi a bando, ma i partecipanti totali sono oltre 64mila e le prove sono previste fino al 16 novembre. Stamattina c'era chi con il pensiero era ancora ai propri studenti: "Le mie classi rimarranno scoperte e questo è grave in un momento, come quello attuale, in cui già mancano tanti insegnanti perchè in quarantena", osserva Anna, 35 anni. Claudia, venuta ieri a Roma da Pescara per sostenere l'esame per la scuola nel Laboratorio linguistico Edoardo Amaldi a Tor Bella Monaca, è invece preoccupata per le questioni sanitarie. "Non è tanto quello che succede nella scuola a preoccuparmi - spiega - quanto lo spostamento. Secondo me più di 1600 insegnanti che prendono mezzi, autobus, treni sono un rischio".
Proprio i rischi connessi allo svolgimento delle prove in un momento in cui il contagio è molto forte, hanno messo questo concorso al centro di fortissime polemiche. Infatti per il sistema delle aggregazioni territoriali, per cui una regione gestisce le procedure concorsuali di più regioni, si registrano casi limite di candidati che dalla Campania, la Basilicata, la Calabria, la Puglia e addirittura il Molise dovranno recarsi in Sicilia a Gela, a Caltanissetta ma anche in piccole cittadine come Mussumeli, San Cataldo o Mazzarino. Persone che dovranno organizzarsi con aerei, auto a noleggio e lunghi viaggi. Solo dalla Sardegna saranno 842 i docenti costretti a fare le valigie e prendere un aereo o una nave per provare a conquistare una cattedra; i primi cento già a partire da oggi hanno affrontato le prove nelle sedi del Lazio e della Toscana. Alcune stime dicono che un quinto dei candidati dovranno affrontare la prova fuori regione.
"Anziché attaccare la Lombardia e straparlare ancora di banchi con le rotelle, il ministro Azzolina si preoccupi di cancellare il folle concorso nazionale che obbliga 60mila insegnanti a girare per l'Italia nonostante il Covid", è tornato ad attaccare il leader della Lega, Matteo Salvini. Ma richieste di sospensione del concorso e di prevedere prove suppletive sono arrivate in questi giorni anche dal Pd, da LeU e dai maggiori sindacati della scuola.
"Nella stessa Lombardia che con una mozione i ha chiesto il rinvio del concorso straordinario per i docenti per rischio contagio, oggi era la prima data in cui si disputava la prova scritta per la selezione per la figura di capotreno per Trenord", fa notare la capogruppo del Movimento 5 Stelle in commissione Istruzione al Senato, Granato. Il ministero dell'Istruzione comunque tira dritto: I 1.645 candidati di oggi sono stati suddivisi in 171 aule distribuite su tutto il territorio nazionale; in ogni aula ci sono al massimo 10 candidati. A tutti viene misurata la temperatura all'ingresso, devono indossare sempre e correttamente la mascherina e viene rispettata la distanza di sicurezza. La prova è stata computer based con una durata di 150 minuti. (ANSA).
Arriva il gran giorno del concorso scuola. Mentre in Lombardia, da lunedi' 26 ottobre, le lezioni nella scuola secondaria si svolgeranno solo con la modalità a distanza - il Piemonte e la Liguria già da ieri hanno stabilito l'obbligo per le classi dalla II alla V delle superiori di seguire per almeno il 50% dei giorni la didattica digitale a distanza, in alternanza con la presenza in aula, e la riapertura delle scuole primarie in Campania per lunedì è a forte rischio - da oggi diventano operative le misure del Dpcm per la scuola che prevedono maggiore ricorso alla didattica a distanza e apertura degli istituti dopo le 9 in situazioni di particolare rischio.
Dad al 50% alle superiori con esclusione dei primi anni e al 75% all'Università con esclusione delle attività di laboratorio e delle matricole anche nel Lazio nell'ordinanza che dovrebbe essere firmata a breve. Intanto domani, il giorno dopo in cui i contagi sono balzati a quota 15.199, alle ore 8 iniziano le prove del concorso straordinario riservato agli insegnanti che hanno già almeno 36 mesi di servizio. Una procedura che mette a bando 32.000 posti e alla quale si sono iscritti 64.563 candidati. Non tutti i partecipanti svolgeranno la prova domani: i candidati sono suddivisi per classi di concorso e su più giornate: le prove andranno avanti fino al prossimo 16 novembre, garantendo, così - assicura il ministero dell'Istruzione - un numero di partecipanti limitato al giorno e la massima sicurezza. Solo nella giornata di domani sono attesi i primi 1.645 candidati, suddivisi in 171 aule distribuite su tutto il territorio nazionale. Ai candidati verrà misurata la temperatura all'ingresso, vi sarà l'obbligo di indossare sempre la mascherina, e sarà rispettata la distanza di sicurezza.
Il concorso è da mesi al centro di forti polemiche acutizzatesi in queste ore essendo salito il numero dei contagi. "Chi si prende la responsabilità di voler fare a tutti i costi questo concorso per la scuola, ne pagherà le conseguenze fino alla fine. Questo concorso è una follia fatto in questo momento di pandemia e il rischio è che ci siano enormi contenziosi. Nel 2017 venne sospeso il concorso per i dirigenti scolastici a causa di una emergenza maltempo: ci aspettiamo lo stesso buonsenso", hanno tuonato oggi Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda, che hanno indetto una conferenza stampa e denunciato che "la scuola è al capolinea e la ministra deve scendere e confrontarsi". "Non voler rinviare il concorso, ed ostinarsi a tenerlo in una situazione di escalation della pandemia è gravissimo. La Ministra si assume una responsabilità enorme", ha attaccato il senatore Pd Francesco Verducci, vice presidente Commissione Cultura e Istruzione. Richieste di fermare il concorso sono arrivate da giorni dalla Lega. Per il sistema delle aggregazioni territoriali, per cui una regione gestisce le procedure concorsuali di più regioni, si registrano effettivamente casi limite di candidati che dalla Campania, la Basilicata, la Calabria, la Puglia e addirittura il Molise dovranno recarsi nelle prossime settimane in Sicilia a Gela a Caltanissetta ma anche in piccole cittadine come Mussumeli, San Cataldo o Mazzarino. Persone che dovranno organizzarsi con aerei, auto a noleggio e lunghi viaggi. Nel Marche sono state presentate 1814 domande: 861 candidati svolgeranno le prove nella regione, 953 dovranno spostarsi quasi tutti nel Lazio, alcuni in Toscana. In Sardegna, da settimane, si tengono presìdi dei docenti davanti alle prefetture: i circa 3000 mila prof che dovranno spostarsi per effettuare le prove, temono di doverlo fare in questo momento di forte rialzo dei contagi.
Nella regione Lazio Cgil, Cisl e Uil del Lazio parlano di 9.600 candidati distribuiti su 70 scuole, in un momento in cui nella regione ci sono 848 positivi tra gli studenti, 149 tra i docenti e 47 collaboratori scolastici. Ad Arzano, in provincia di Napoli, dove scatterà a breve la zona rossa, e che era sede d'esame, l'Ufficio scolastico regionale della Campania ha disposto che i candidati andranno a Napoli. Il ministero dell'Istruzione, dal canto suo, ricorda che è' previsto un preciso e rigido Protocollo di sicurezza, gli spazi utilizzati saranno tutti igienizzati prima e dopo le prove. e la media sarà di 10 candidati per aula. La prova sarà computer based con una durata di 150 minuti.
Mondo della scuola in subbuglio a pochi giorni dall'inizio delle prove, giovedì 22 ottobre, del concorso straordinario per i docenti precari con almeno 3 anni di insegnamento, tornano a imperversale le polemiche. A scendere in campo è innanzitutto il Pd.
"Abbiamo già detto ripetute volte che riteniamo il prossimo concorso della scuola un rischio che sarebbe meglio non correre. Riteniamo intollerabile che la ministra Azzolina non abbia previsto e comunicato una prova suppletiva per gli insegnati che sono in quarantena o positivi. Il Pd chiede ufficialmente alla ministra questa minima garanzia", affermano in una nota congiunta il capogruppo del Pd a Palazzo Madama Andrea Marcucci ed il vicepresidente della commissione istruzione Francesco Verducci, che sul tema aveva già presentato un'interrogazione urgente alla ministra.
In Lombardia il Consiglio regionale ha approvato una mozione urgente della Lega che impegna la Giunta ad attivarsi per chiedere al Ministero dell'Istruzione e al Governo il rinvio del concorso. La richiesta è stata approvata quasi all'unanimità dei votanti con il Sì dell'intero centrodestra, del Pd e anche del Movimento 5 Stelle e il parere favorevole dell'assessore regionale all'Istruzione Melania Rizzoli.
"Chiediamo il rinvio del concorso a tempi migliori al fine di arginare i danni di quello che si configura a tutti gli effetti come una bomba epidemiologica di cui qualcuno prima o poi dovrà rendere conto alle famiglie e agli studenti dai quali torneremo in classe il giorno successivo a fare lezione", scrivono i docenti precari in un lungo post sul gruppo Facebook 'no concorso straordinario durante Covid', che conta oltre 3500 partecipanti.
I maggiori sindacati della scuola, dal canto loro, hanno convocato per domani pomeriggio una conferenza stampa in cui si parlerà, tra gli altri argomenti, anche del concorso straordinario. Tuttavia è assai improbabile che venga prevista una prova suppletiva per chi è in quarantena per il Covid; del resto non c'è stata neppure per i test di accesso a Medicina. Si creerebbero disparità tra i candidati - se venisse fissata una prova più avanti, chi la sostiene avrebbe più tempo per studiare - e si rischierebbe di aprire un processo senza fine: prorogandosi inevitabilmente le quarantene, si protrarrebbe sine die anche la fine del il concorso. Le prove prenderanno dunque il via da giovedì 22 ottobre per concludersi nella metà del mese di novembre.
I posti a bando per la scuola sono 32mila. Il Ministero ha reso noto di aver lavorato per garantire la distribuzione dei candidati nelle aule per tutto il territorio nazionale, procedendo al reperimento di tutte le postazioni necessarie - saranno una decina le persone in ogni aula - e che questo eviterà qualsiasi forma di assembramento. Hanno presentato domanda per la procedura straordinaria 64.563 persone. Le istanze di partecipazione potevano essere inviate dall'11 luglio fino al 10 agosto scorsi. La prova scritta, da superare con il punteggio minimo di sette decimi o equivalente e da svolgere con il sistema informatizzato, è distinta per classe di concorso e tipologia di posto.
La durata è pari a 150 minuti e prevede, per i posti comuni, cinque quesiti a risposta aperta volti all'accertamento delle conoscenze e competenze disciplinari e didattico-metodologiche in relazione alle discipline oggetto di insegnamento, e un quesito - seguito da cinque domande a risposta aperta di comprensione - per la verifica della conoscenza linguistica. Per le classi di concorso di lingua inglese la prova scritta sarà interamente in lingua e prevede sei quesiti a risposta aperta.
E' stato scontro duro tra i Comuni, le Regioni e il ministro dell'Istruzione Lucia Azzolina a proposito degli orari di ingresso nelle scuole e sulla didattica a distanza. Alla fine, per alleggerire il peso sul trasporto pubblico, il compromesso trovato e introdotto nel Dpcm è stato quello di modulare ulteriormente la gestione degli orari di ingresso e di uscita degli alunni, anche attraverso l'eventuale utilizzo di turni pomeridiani e di disporre comunque l'inizio delle lezioni non prima delle 9.
Sulla didattica a distanza invece è stato previsto che le scuole superiori possano incrementarla - ma rimane complementare a quella in presenza - solo in caso di criticità delle situazioni sanitarie locali e comunque comunicandolo al ministero dell'Istruzione. Nessuna chiusura della scuola dunque, "è un asset fondamentale", ha sottolineato il premier Giuseppe Conte il quale ha specificato che le scuole secondarie vedranno favorite "modalità ancora più flessibili, con ingresso degli alunni a partire dalle 9 e se possibile anche con turni pomeridiani".
Ieri mattina l'incontro convocato dal ministro degli Affari regionali, Francesco Boccia, era partito in salita. "Il ministro dei Trasporti dice che non si può incrementare ulteriormente l'offerta del trasporto pubblico. E contemporaneamente il ministro dell'Istruzione dice che per rimodulare gli orari e scaglionare l'ingresso e l'uscita degli studenti della scuola superiore, alleggerendo così la pressione sul trasporto pubblico, dovremmo fare incontri con qualche migliaio di dirigenti scolastici. A questo punto, mentre il virus avanza, tra due settimane staremo ancora parlando di cosa fare", era sbottato il presidente dell'Anci e sindaco di Bari, Antonio Decaro. Sulla stessa posizione le Regioni.
"Riteniamo possibile e necessario, proprio per salvaguardare la scuola in presenza, soprattutto per le scuole d'infanzia, elementari e medie - ha detto il presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini - incidere maggiormente sugli scaglioni di ingresso e uscita dalle scuole". Sono state le stesse Regioni a chiedere un'indicazione puntuale nel Dpcm sulla possibilità di rafforzare negli istituti superiori, soprattutto per le ultime tre classi, la didattica integrata già sperimentata in questo mese, "perché non rientra nelle prerogative né dei sindaci né delle Regioni organizzare i tempi e le modalità organizzative delle autonomie scolastiche". La ministra Lucia Azzolina, dal canto suo, è stata irremovibile e ha ribadito quanto va dicendo giorni.
"La scuola in presenza è fondamentale per tutti, dai più piccoli, all'ultimo anno del secondo grado", anche perchè questi ultimi hanno gli esami di maturità, ha detto. L'idea della ministra - e che poi è entrata nel Dpcm - è che non vada presa nessuna misura generalizzata, ma interventi mirati, territorio per territorio, e d'intesa con dirigenti scolastici e famiglie.
Il ministero dell'Università e della ricerca, dal canto suo, ha costituito una cabina di regia per valutare l'impatto dell'emergenza sanitaria sul sistema della formazione superiore e della ricerca. Le università, sentito il Comitato Universitario Regionale di riferimento, stabilisce il Dpcm, predisporranno, in base all'andamento del quadro epidemiologico, piani di organizzazione della didattica e delle attività curriculari in presenza e a distanza "Le università sono luoghi sicuri, la didattica è già al 50% a distanza, le lezioni sono controllate, con uso della mascherina e distanziamento, tutto è stato programmato con protocolli specifici e la massima attenzione, è impossibile fare di più all'università", ha evidenziato il ministro Gaetano Manfredi.
Intanto il Comitato Priorità alla Scuola ha organizzato per lunedì presìdi e flashmob in 13 città di 10 regioni. "La chiusura delle scuole, e il passaggio alla didattica a distanza, sarebbe accettabile solo in caso di un lockdown totale di tutto il Paese", dicono i promotori. "La scuola deve rimanere aperta, è una priorità di questo paese assieme al lavoro", è il parere anche di Franco Locatelli, presidente del Consiglio Superiore di Sanità.
Concorso ordinario Scuola: cosa sappiamo?
Il concorso straordinario scuola, dedicato, lo ricordiamo, a chi è in possesso di tre annualità di servizio, si avvicina. A partire dal 22 ottobre, data di partenza ufficiale, fino a metà novembre si terrà la prova unica (5 quesiti a risposta aperta più un quesito di lingua inglese; della durata di 150 minuti) che porterà all’assunzione di 32mila docenti di scuole di I e II grado.
Ma quali sono invece le informazioni sul concorso ordinario?
Il concorso ordinario, aperto ai neolaureati e ai docenti in possesso dei 24 CFU, dovrebbe, nelle previsioni, svolgersi successivamente a quello straordinario.
Un concorso che si svolgerà, soprattutto allo stato attuale, solo se ne verrà garantito lo svolgimento in sicurezza ed è quindi presumibile, considerando anche i ritmi serrati espressi dalla ministra Azzolina, che le prove possano svolgersi fra novembre e dicembre 2020 o al massimo gennaio 2021.
Al momento non c’è nessuna certezza sulle date ma è chiaro invece il proposito della ministra Azzolina, infatti, in riferimento ai concorsi ha dichiarato di voler «[…] riattivare il reclutamento sospeso da troppo tempo, con grave danno per la scuola, che senza concorsi che abbiano cadenza regolare non può avere tutti gli insegnanti di cui ha bisogno».
La scuola ha certo necessità di nuovo organico – un dato questo indubitabile – e il periodo legato al Covid-19 ha certamente mostrato l’importanza della funzione dei docenti e del personale scolastico tutto. La condizione sanitaria ha anche dimostrato quanto la sicurezza e l’attenzione per i protocolli siano parametri necessari.
Infatti, così come per il concorso straordinario anche per il concorso ordinario saranno previsti nuovi accorgimenti: dalla sanificazione degli ambienti, al numero delle persone nelle diverse aule preposte, fino alla misurazione della temperatura e alle procedure di sicurezza adatte per lo svolgimento della procedura concorsuale.
Non resta che stare in campana e seguire giorno per giorno gli approfondimenti.
Il decreto n. 60 del 10 luglio 2020 ha sancito diversi cambiamenti o, per dirla con le parole della ministra Azzolina, ha determinato “una rivoluzione” nella scuola. Dalla costituzione delle graduatorie provinciale per le supplenze (GPS), alla modalità di aggiornamento delle graduatorie stesse, fino al reclutamento e alle procedure relative al calcolo dei punteggi.
Ed è proprio di quest’ultimo elemento che vogliamo parlarvi, perché sia per l’aggiornamento delle graduatorie del corpo docente che per il prossimo aggiornamento delle graduatorie ATA, è fondamentale sapere come sono cambiate le tabelle di valutazione dei titoli di servizio e culturali introdotte dal decreto.
In quest’articolo parleremo soprattutto delle certificazioni informatiche e vedremo i cambiamenti introdotti.
Le tabelle di valutazione titoli
Rispetto alle tabelle del 2017 è stato ridotto il punteggio attribuito per le certificazioni, i Master e i corsi di perfezionamento.
Nelle precedenti tabelle, infatti, per chi avesse conseguito un Master venivano conteggiati ben tre punti, nelle nuove tabelle, invece, il punteggio viene ridotto a un solo punto.
Per i titoli informatici si è mantenuto il tetto massimo di 2 punti per quattro titoli complessivi. Quindi a ogni certificazione informatica, di fatto, sono attribuiti 0,5 punti.
Le certificazioni informatiche che vengono riconosciute sono diverse: FDP 8 MODULI, ECDL, EIPASS, EIRSAF.
Ma è bene ricordare che vengono valutati soprattutto quelle certificazioni erogate dallo Stato, dalle Regioni e da Enti/Scuole di formazione di comprovata esperienza e riconosciute dal Miur.
Questo aspetto è di primaria importanza.
Le certificazioni informatiche, infatti, riguardano competenze e conoscenze che devono essere accertate da professionisti del settore attraverso erogazioni di lezioni teoriche, pratiche e verifiche per esami.
Ne va della serietà della tua formazione e soprattutto ne va delle tue tasche.
Gli Enti di formazione riconosciuti, infatti, prevedono l’erogazione di pacchetti appositi e soprattutto adatti e la scelta verrà ripagata in termini formativi/didattici ed economici.
Leggi anche:
Personale ATA: requisiti e mansioni;
Quali titoli bisogna possedere per diventare un ITP?;
Personale ATA. Come aumentare il punteggio in vista di nuove possibili assunzioni.
"Non c'è alcuna ipotesi di provvedimenti restrittivi per le scuole". Lo ha precisato il ministro dell'Istruzione, Lucia Azzolina, in un post sui social. "Il governo - ha aggiunto - non ne ha affatto discusso. E sarebbe strano il contrario: i dati ci confermano che le scuole sono luoghi molto più sicuri di altri. L'esecutivo sta invece valutando l'utilizzo dei test rapidi anche per le scuole, come sto chiedendo da tempo".
Il governo considera l'apertura degli istituti scolastici, in questa fase, una priorità: lo hanno ribadito a più riprese diversi ministri, fino allo stesso premier Giuseppe Conte, secondo il quale: "L'Italia riparte solo se riparte la scuola". Dunque nessuna restrizione in vista.
Inoltre, per Azzolina "le scuole sono luoghi molto più sicuri di altri" perché "ci sono regole, anche molto stringenti, che studenti, studentesse e personale stanno rispettando con grande senso di responsabilità”. Il problema, secondo la ministra, semmai è altrove: "in tutte quelle attività, anche ricreative" che i ragazzi fanno fuori dopo l'orario scolastico. Su questo Azzolina ritiene che "vada fatta una riflessione seria" visto che "episodi recenti ci dimostrano che - dice - spesso sono l'origine di focolai che costringono alla quarantena decine di giovani e adulti".
Intanto sempre la ministra dell'Istruzione conferma che il governo "sta valutando l'utilizzo dei test rapidi anche per le scuole". Quasi due settimane fa il Cts aveva dato via libera alla possibilità di effettuare tamponi rapidi nelle scuole per la sola attività di screening. Walter Ricciardi, membro dell'esecutivo dell'Oms e consulente del ministero della Salute precisò che "non danno sicurezza al cento per cento, ma consentono di identificare super diffusori e sono uno strumento importante. Abbiamo iniziato, per primi, ad applicarli negli aeroporti e stiamo pensando di utilizzarli sicuramente in altri ambienti come le scuole". Sul quando, però, concluse Ricciardi, "è una decisione del ministro".
Un'altra voce del governo parla dei test rapidi. "In queste ultime ore abbiamo iniziato ad utilizzare anche i test antigenici che sono test più rapidi e che ci aiuteranno: 5mln sono in arrivo, verranno usati nelle scuole, stiamo lavorando per provare ad aprire anche l'opportunità di un utilizzo negli studi dei medici di medicina generale e questo potrebbe essere chiaramente un grande passo in avanti".
Lo ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza da Fabio Fazio a Che tempo che fa su Rai3. E in merito alle code per i tamponi ha risposto: "In queste ore e' stato fatto un lavoro straordinario. Si raddoppieranno i drive-in nel Lazio a partire da domani, c'è un lavoro importante di rafforzamento della nostra rete territoriale". Sul piano dei reagenti "il problema è stato risolto dal commissario Arcuri già da diversi mesi. È chiaro che dobbiamo continuare a lavorare su questo terreno, a marzo e ad aprile si facevano circa 30mila tamponi ora siamo a 130mila al giorno".