Il 2021 apre nuove possibilità per lavorare nel mondo della scuola come personale Ata. Ma, per far parte della famiglia degli Ata, bisogna avere determinati requisiti e calcolare il proprio punteggio.

In questo articolo vi forniremo le informazioni necessarie e la tabella per il calcolo dei propri punteggi nelle graduatorie.

Con le prossime domande 2021 sarà possibile aggiornare la propria posizione per coloro che sono già presenti in graduatoria, oppure inserirsi per i nuovi aspiranti supplenti.

Un modo per aumentare il proprio punteggio è quello di effettuare alcuni corsi professionalizzanti. Molti si possono svolgere online, ad esempio il corso di dattilografia.

Sulla base delle tabelle di valutazione del DM 640/2017 è possibile calcolare il punteggio del servizio svolto per ogni profilo professionale.

Come assistente amministrativo ci sono 6 punti per ogni anno scolastico, ovvero 0,50 punti al mese o frazione superiore a 15 giorni, se il servizio è stato prestato in qualità di responsabile amministrativo o assistente amministrativo in scuole dell’infanzia statali, delle Regioni Sicilia e Val d’Aosta, delle province autonome di Trento e Bolzano, scuole primarie statali, scuole di istruzione secondaria o artistica statali, nelle istituzioni scolastiche e culturali italiane all’estero, nelle istituzioni convittuali.

Lo stesso servizio prestato in scuole dell’infanzia non statali autorizzate, scuole primarie non statali parificate, sussidiate o sussidiarie, scuole di istruzione secondaria o artistica non statali pareggiate, legalmente riconosciute e convenzionate, scuole non statali paritarie, il punteggio si dimezza. Si calcolano pertanto 3 punti per ogni anno, ovvero 0,25 punti per ogni mese (o 16 giorni) di servizio svolto.

Altro servizio prestato in una qualsiasi scuola statale, compreso servizio Cracis e il servizio prestato con rapporto di lavoro costituito con enti locali, servizio prestato come modello vivente per ogni anno si calcolano 0,10 punti per ogni mese di servizio o frazione superiore a 15 giorni, fino a massimo 1,20 punti per ciascun anno scolastico. Se il servizio è stato prestato nelle scuole di cui abbiamo parlato in precedenza, il punteggio si dimezza.

Il servizio prestato alle dirette dipendenze di amministrazioni statali, negli enti locali e nei patronati scolastici viene valutato per ogni mese o frazione superiore a 15 giorni 0,05 punti e fino a un massimo di punti 0,60 per ciascun anno scolastico.

Con una differenza per i profili del guardarobiere, addetto alle aziende agrarie e del collaboratore scolastico, per i quali l’ “Altro servizio” viene valutato con 0,15 punti al mese e fino a un massimo di 1,80 punti per ciascun anno scolastico.

Solo per il profilo professionale dell’infermiere viene inoltre valutato il servizio prestato nei convitti annessi agli istituti tecnici e professionali, nei convitti nazionali, negli educandati femminili dello Stato in qualità di infermiere: 6 punti per ciascun anno scolastico, ovvero 0,50 punti per ogni mese o frazione superiore a 15 giorni.

La valutazione del diploma con votazione in sessantesimi, nelle graduatorie di circolo e di istituto di III fascia del personale Ata è effettuata nel seguente modo:
36/60= 6,00 punti
37/60= 6,17 punti
38/60= 6,33 punti
39/60= 6,50 punti
40/60= 6,67 punti
41/60= 6,83 punti
42/60= 7,00 punti
43/60= 7,17 punti
44/60= 7,33 punti
45/60= 7,50 punti
46/60= 7,67 punti
47/60= 7,83 punti
48/60= 8,00 punti
49/60= 8,17 punti
50/60= 8,33 punti
51/60= 8,50 punti
52/60= 8,67 punti
53/60= 8,83 punti
54/60= 9,00 punti
55/60= 9,17 punti
56/60= 9,33 punti
57/60= 9,50 punti
58/60= 9,67 punti
59/60= 9,83 punti
60/60= 10,0 punti

E di seguito ecco la tabella per la valutazione del diploma in centesimi per le graduatorie Ata:
60/100 = 6,0 punti
61/100 = 6,1 punti
62/100 = 6,2 punti
63/100 = 6,3 punti
64/100 = 6,4 punti
65/100 = 6,5 punti
66/100 = 6,6 punti
67/100 = 6,7 punti
68/100 = 6,8 punti
69/100 = 6,9 punti
70/100 = 7,0 punti
71/100 = 7,1 punti
72/100 = 7,2 punti
73/100 = 7,3 punti
74/100 = 7,4 punti
75/100 = 7,5 punti
76/100 = 7,6 punti
77/100 = 7,7 punti
78/100 = 7,8 punti
79/100 = 7,9 punti
80/100 = 8,0 punti
81/100 = 8,1 punti
82/100 = 8,2 punti
83/100 = 8,3 punti
84/100 = 8,4 punti
85/100 = 8,5 punti
86/100 = 8,6 punti
87/100 = 8,7 punti
88/100 = 8,8 punti
89/100 = 8,9 punti
90/100 = 9,0 punti
91/100 = 9,1 punti
92/100 = 9,2 punti
93/100 = 9,3 punti
94/100 = 9,4 punti
95/100 = 9,5 punti
96/100 = 9,6 punti
97/100 = 9,7 punti
98/100 = 9,8 punti
99/100 = 9,9 punti
100/100 = 10 punti

Il decreto n. 60 del 10 luglio 2020 ha sancito diversi cambiamenti o, per dirla con le parole della ministra Azzolina, ha determinato “una rivoluzione” nella scuola. Dalla costituzione delle graduatorie provinciale per le supplenze (GPS), alla modalità di aggiornamento delle graduatorie stesse, fino al reclutamento e alle procedure relative al calcolo dei punteggi.

Ed è proprio di quest’ultimo elemento che vogliamo parlarvi, perché sia per l’aggiornamento delle graduatorie del corpo docente che per il prossimo aggiornamento delle graduatorie ATA, è fondamentale sapere come sono cambiate le tabelle di valutazione dei titoli di servizio e culturali introdotte dal decreto.

In quest’articolo parleremo soprattutto delle certificazioni informatiche e vedremo i cambiamenti introdotti.

 

Le tabelle di valutazione titoli

Rispetto alle tabelle del 2017 è stato ridotto il punteggio attribuito per le certificazioni, i Master e i corsi di perfezionamento.

Nelle precedenti tabelle, infatti, per chi avesse conseguito un Master venivano conteggiati ben tre punti, nelle nuove tabelle, invece, il punteggio viene ridotto a un solo punto.

Per i titoli informatici si è mantenuto il tetto massimo di 2 punti per quattro titoli complessivi. Quindi a ogni certificazione informatica, di fatto, sono attribuiti 0,5 punti.

Le certificazioni informatiche che vengono riconosciute sono diverse: FDP 8 MODULI, ECDL, EIPASS, EIRSAF.

 

Ma è bene ricordare che vengono valutati soprattutto quelle certificazioni erogate dallo Stato, dalle Regioni e da Enti/Scuole di formazione di comprovata esperienza e riconosciute dal Miur.

Questo aspetto è di primaria importanza.

Le certificazioni informatiche, infatti, riguardano competenze e conoscenze che devono essere accertate da professionisti del settore attraverso erogazioni di lezioni teoriche, pratiche e verifiche per esami.

Ne va della serietà della tua formazione e soprattutto ne va delle tue tasche.

Gli Enti di formazione riconosciuti, infatti, prevedono l’erogazione di pacchetti appositi e soprattutto adatti e la scelta verrà ripagata in termini formativi/didattici ed economici.

 

Leggi anche:

Personale ATA: requisiti e mansioni;

Quali titoli bisogna possedere per diventare un ITP?;

Personale ATA. Come aumentare il punteggio in vista di nuove possibili assunzioni.

Senza inutili giri di parole, diciamo subito di sì!

Un ITP (Insegnante Tecnico Pratico) può inviare la MAD (messa a disposizione), anzi, ti diremo di più, se sei un ITP la MAD può darti grandi opportunità.

 

Lo strumento della MAD è utile per poter accedere al mondo della scuola. Oltre che per gli educatori e gli assistenti amministrativi e quelli tecnici è possibile usare la piattaforma e inoltrare la domanda anche per il posto di ITP.

La MAD è un’istanza informale, legalmente prevista e riconosciuta dal MIUR, mediante la quale è possibile candidarsi come supplente. Per l’invio della MAD non vi è alcun limite temporale; può essere spedita in qualsiasi periodo dell’anno, ma, secondo la nostra esperienza, in particolari momenti si hanno maggiori possibilità di ottenere l'incarico.

I periodi che, quindi, possiamo definire bollenti sono:

Naturalmente un ITP può inviare la MAD se è in possesso dei titoli adatti.

E così bisogna ricordare che non tutti i diplomi permettono l’accesso ai posti di ITP.

Per insegnare come ITP è quindi necessario il diploma tecnico tecnico-professionale.

Gli ITP, pur non possedendo una laurea, sono riconosciuti dalla normativa Miur (DL 1277/48, DM 15 febbraio 1993, L. 124/1999, Circolare Miur 28/2000) come docenti al pari dei docenti per così dire “teorici”.

Tieni ben presente che le mansioni degli ITP non sono assimilabili alle mansioni degli Assistenti Tecnici di laboratorio (ATA) giacché gli ITP sono docenti che svolgono vera e propria attività didattica.

 

Per maggiorni informazioni leggi anche:

Quali titoli bisogna possedere per diventare un ITP?;

Tutto quello che devi sapere sulla messa a disposizione (MAD).

Insegnante Tecnico Pratico (ITP): requisiti e mansioni

 

Il mondo della Scuola ci ha abituato a sigle e figure con mansioni e specifiche diverse.

Stavolta parliamo di una figura assimilabile alla schiera dei Docenti: gli ITP.

Chi sono gli ITP e quali sono le sue mansioni? Vediamolo assieme!

 

Per ITP si intende Insegnante Tecnico Pratico, cioè quel tipo di docente dotato di competenze di tipo tecnico-pratico e che svolge le sue attività all’interno dei laboratori delle scuole di secondo grado.

Mentre per diplomato ITP si intende chi ha conseguito un diploma che permette l’accesso alle classi di concorso per ITP.

Solo alcune scuole prevedono la presenza di docenti ITP e ci riferiamo agli Istituti Tecnici e le Scuole Professionali.

Gli ITP hanno la piena libertà didattica delle attività che si svolgono nei laboratori. Attività che possono essere condotte in autonomia o in compresenza con un docente che si interessi dell’aspetto “teorico” della disciplina.

Gli ITP vengono così a configurarsi come una figura indispensabile per rendere evidente agli studenti il legame fondamentale fra una teoria e la sua applicazione pratica.

La figura dell’Insegnate Tecnico Pratico non va confusa con la figura dell’Assistente Tecnico di Laboratorio.

Mentre l'Insegnate Tecnico Pratico ha un compito didattico, l’Assistente Tecnico di Laboratorio – che è un profilo ATA – deve garantire la gestione e la conservazione del materiale e delle attrezzature tecniche.

Requisiti:

Per accedere a un posto di ITP è necessario essere in possesso del diploma di un istituto tecnico o professionale almeno fino all’anno 2024/2025 quando entrerà in vigore per i concorsi l’obbligo del possesso della laurea e dei 24CFU.

Buone notizie per i docenti!

Con l’inizio dell’anno scolastico è arrivato anche il bonus per i docenti di € 500,00 per l’anno scolastico 2020/2021.

Lo scopo del bonus, come previsto dalla legge n. 107/2015, è quello di favorire la formazione continua dei docenti. È destinato, però, solo agli insegnanti di ruolo delle scuole statali e non spetta ai docenti con contratto a tempo determinato.

Quindi, i nuovi assunti, per godere del bonus, dovranno registrarsi sul portale web dedicato, https://cartadeldocente.istruzione.it/, e ottenere così la Carta del Docente. Ricordiamo che per accedere al portale è necessario essere in possesso dello SPID, l’identità digitale. Chi ne è sprovvisto può richiederlo al portale dedicato: Come richiedere SPID.

Ovviamente, chi possiede già la Carta non dovrà registrarsi nuovamente e si troverà accreditato il nuovo credito.

 

La Carta viene usata attraverso buoni di spesa, generati dal beneficiario, che inserisce i dati richiesti nell’applicazione web dedicata, e possono essere impiegati per l’acquisto dei seguenti beni e servizi:

 

Menzioniamo che la somma accreditata per l’anno scolastico 2020/2021 deve essere spesa entro il 31 agosto 2022. Le somme non spese dell’anno scolastico 2019/2020 possono essere accumulate e spese entro e non oltre il 31 agosto 2021, pena la cancellazione del credito.

 

Il Ministero, circa la Carta del Docente, ha aggiornato le FAQ. Vediamole:

 

  1. La Carta del Docente consente “l’acquisto di libri e di testi, anche in formato digitale, di pubblicazioni e di riviste comunque utili all’aggiornamento professionale” (legge 107/2015, art. 1, comma 121). Questi acquisti devono essere attinenti alle discipline insegnate dal docente (ad esempio: un docente di matematica può utilizzare il bonus per l’acquisto di un romanzo)?

L’acquisto di libri, pubblicazioni e riviste, anche in formato digitale, non deve essere necessariamente attinente alla disciplina insegnata, così come previsto dalla legge 107/2015 (art. 1, comma 7), che riconosce fondamentale la formazione professionale del docente nel quadro degli obiettivi formativi, che riguardano competenze disciplinari e trasversali, scelte educative e metodologie laboratoriali, non riconducibili a una sola e specifica professionalità.

 

  1. La Carta del Docente consente “l’acquisto di hardware”. In particolare quali sono i dispositivi che si possono acquistare?

La Carta del Docente permette “di sostenere la formazione continua dei docenti e di valorizzarne le competenze professionali” (art. 1, comma 121, legge 107/2015). Di conseguenza, personal computer, computer portatili o notebook, computer palmari, e-book reader, tablet, strumenti di robotica educativa rientrano nella categoria degli strumenti informatici che sostengono la formazione continua dei docenti. Altri dispositivi elettronici che hanno come principale finalità le comunicazioni elettroniche, come ad esempio gli smartphone, non sono da considerarsi prevalentemente funzionali ai fini promossi dalla Carta del Docente, come non vi rientrano le componenti parziali dei dispositivi elettronici, come toner e cartucce, stampanti, pennette USB, videocamere, fotocamere e videoproiettori. Dall’11 marzo 2020 al 31 dicembre 2020 è ammesso comunque l’acquisto di dispositivi hardware finalizzati all’aggiornamento professionale anche per organizzare una didattica a distanza come webcam e microfoni, penne touch screen, scanner e hotspot portatili.

 

  1. Quali sono i software acquistabili con la Carta del Docente?

Vi rientrano tutti i programmi e le applicazioni (disponibili in formato elettronico, disponibili in cloud, scaricabili online o incorporati in supporti quali memorie esterne, CD, DVD, Blue Ray), destinati alle specifiche esigenze formative di un docente, come ad esempio programmi che permettono di consultare enciclopedie, vocabolari, repertori culturali o di progettare modelli matematici o di realizzare disegni tecnici, di videoscrittura, di editing e di calcolo (strumenti di office automation). Questi programmi sono quindi compresi nella Carta del Docente.

 

  1. Rientra nella Carta del Docente anche un abbonamento per la linea di trasmissione dati ADSL?

No, in quanto l’ADSL è una tecnologia di trasmissione dati utilizzata per l’accesso alla rete Internet. Non è quindi un software destinato alle specifiche esigenze formative di un docente. Non vi rientrano neppure il pagamento del canone RAI o la Pay tv.

 

  1. La Carta del Docente può essere usata per “l’iscrizione a corsi per attività di aggiornamento e di qualificazione delle competenze professionali, svolti da enti accreditati/qualificati presso il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, a corsi di laurea, di laurea magistrale, specialistica o a ciclo unico, inerenti al profilo professionale, ovvero a corsi post lauream o a master universitari inerenti al profilo professionale”. Dove posso trovare l’elenco degli enti accreditati/qualificati per la formazione personale docente aggiornato?

L’elenco degli enti accreditati/qualificati per la formazione del personale docente è consultabile sul sito internet del MIUR al seguente link: https://archivio.pubblica.istruzione.it/dg_pers_scolastico/enti_accreditati.shtml. È inoltre possibile utilizzare la Carta del Docente anche per l’acquisto di corsi riconosciuti ai sensi della Direttiva 90/2003.

 

  1. Con la Carta del Docente si può seguire un corso on line?

Sì, purché svolto dagli enti accreditati o qualificati Miur ai sensi degli articoli 2 e 3 della direttiva 90/2003, e dai soggetti di cui all’articolo 1 commi 2 e 3 della medesima Direttiva.

 

  1. Posso utilizzare il bonus o parte di esso per seguire un corso di laurea o un master universitario, o corsi universitari destinati alla formazione dei docenti?

Sì. Posso seguire ogni tipologia di corso organizzato da Università o da Consorzi universitari e interuniversitari (corsi di laurea, di laurea magistrale, specialistica o a ciclo unico, corsi post lauream o master), come anche un corso destinato specificamente alla formazione degli insegnanti, purché inerente al mio profilo professionale, in quanto la Direttiva del Miur 90/2003 considera le Università, i Consorzi universitari e interuniversitari e gli Istituti pubblici di ricerca “Soggetti di per sé qualificati per la formazione del personale della scuola” (art. 1, comma 2).

 

  1. Posso usare il bonus o parte di esso per un corso per lo studio di una lingua straniera all’estero?

Sì, purché il corso venga erogato da uno dei soggetti di per sé qualificati per la formazione nella scuola, ovvero dagli “Enti culturali rappresentanti i Paesi membri dell’Unione Europea, le cui lingue siano incluse nei curricoli scolastici italiani”, ai sensi della Direttiva del Miur 90/2003, art. 1, comma 2.

 

  1. Con la Carta del Docente posso sostenere l’esame di certificazione di una lingua straniera?

Sì, purché l’esame sia promosso da uno degli Enti certificatori delle competenze in lingua straniera del personale scolastico.

 

  1. La Carta del Docente può essere usata per assistere a “rappresentazioni teatrali e cinematografiche, per l’ingresso a musei, mostre ed eventi culturali e spettacoli dal vivo”. Queste manifestazioni culturali sono generiche o devono essere attinenti alla materia insegnata? (ad esempio: un docente di italiano può utilizzare il bonus per visitare un museo scientifico?)

Le rappresentazioni cinematografiche, l’ingresso a musei, mostre ed eventi culturali e spettacoli dal vivo non devono essere necessariamente attinenti alla disciplina insegnata, in quanto la formazione professionale del docente riguarda competenze disciplinari e trasversali, scelte educative e metodologie laboratoriali, non riconducibili a una sola e specifica professionalità.

 

  1. Si può utilizzare il bonus o parte di esso per l’acquisto di titoli di viaggio per la partecipazione a eventi o per viaggi culturali?

No, potranno essere rimborsati solo i biglietti per le “rappresentazioni teatrali e cinematografiche” e quelli per “l’ingresso a musei, mostre ed eventi culturali e spettacoli dal vivo”.

 

  1. Con la Carta del Docente posso seguire un corso di formazione organizzato dalla mia o da altre scuole?

Sì, purché coerente “con le attività individuate nell’ambito del piano triennale dell’offerta formativa delle scuole e del Piano nazionale di formazione” (legge 107/2015, art. 1, comma 121), in quanto “Le istituzioni scolastiche singole o in rete e/o in consorzio possono […] proporsi come Soggetti che offrono formazione sulla base di specifiche competenze e di adeguate Infrastrutture” (Direttiva del Miur 90/2003, art. 1, comma 3).

 

  1. Posso contribuire con una parte o con l’intero bonus della mia Carta del Docente all’acquisto di strumentazioni elettroniche digitali che migliorino la sperimentazione didattica multimediale della mia scuola, come per esempio una LIM, o la sperimentazione didattica in generale, come ad esempio libri, riviste o materiale didattico per la biblioteca scolastica?

Sì. Anche l’impiego diretto del bonus o di parte di esso per la sperimentazione didattica rientra nell’organizzazione delle “attività individuate nell’ambito del piano triennale dell’offerta formativa delle scuole e del Piano nazionale di formazione”.

 

  1. Posso contribuire con una parte o con l’intero bonus della mia Carta del Docente a realizzare un corso insieme ad altri docenti esterno al piano di formazione della mia scuola?

Sì. Anche in questo caso si ricorda che va valorizzata la formazione professionale del docente, non solo in rapporto al piano dell’offerta formativa della singola scuola, ma anche in riferimento a competenze disciplinari e trasversali, scelte educative e metodologie laboratoriali, non riconducibili a una sola e specifica professionalità, che saranno descritte e individuate nel prossimo piano nazionale per la formazione.

 

  1. Un insegnante di laboratorio di informatica che voglia utilizzare una stampante 3D per migliorare il suo insegnamento, può utilizzare il bonus della carta del docente?

Sì, in quanto il dispositivo consente di sperimentare modelli didattici innovativi, in linea con le finalità della formazione e dell’aggiornamento professionali.

 

  1. Un insegnante di musica può utilizzare il bonus o parte di esso per l’acquisto di uno strumento musicale?

Sì, purché lo strumento musicale sia strettamente correlato alle iniziative individuate nell’ambito del piano triennale dell’offerta formativa e del piano nazionale di formazione di cui all’art. 1 comma 121 della legge n. 107/2015. In questo caso infatti l’acquisto dello strumento è finalizzato a migliorare le competenze specifiche del docente in relazione all’indirizzo della scuola e rientra pertanto nelle finalità formative previste dalla norma.

 

  1. Il bonus di 500 euro può essere utilizzato da un docente di scienze motorie per pagare la quota associativa ad associazioni sportive per corsi inerenti attività sportive federali?

Non è possibile utilizzare il bonus per la quota associativa ma è possibile per i corsi inerenti alle attività sportive federali che sono finalizzati alla formazione e all’aggiornamento delle professionalità del docente.

 

  1. È possibile utilizzare il bonus per acquistare le componenti hardware necessarie ad assemblare un PC completo?

Si, è possibile.

 

Le FAQ sono contenute in un documento, a cura della Direzione generale per il personale scolastico, che puoi scaricare qui.

Per maggiori informazioni consulta anche la legge n. 107 del 13 luglio 2015: Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti. Clicca qui!

Lo sai che esistono delle app che ti fanno guadagnare soldi veri, se sei disposto a svolgere dei micro-job?

Per esempio se scatti delle fotografie e se rispondi a dei sondaggi.

Certo non stiamo parlando di veri e propri lavori e nemmeno di un vero e proprio stipendio ma almeno potrai ricaricare il cellulare o toglierti qualche sfizio.

Vediamo alcune di queste app che ti fanno guadagnare, senza dubbio le più serie, messe in ordine alfabetico per non influenzare l'installazione di una a scapito dell'altra. Sarai tu a decidere quale di queste app che ti fanno guadagnare, utilizzare, in base a quanto tempo hai voglia di investire e di conseguenza quanto guadagnare.

 

appjobberApp Jobber

È un’applicazione che ti permette di guadagnare soldi se svolgi dei micro-job. L'app si appoggia sul GPS, così appena installata, ti troverai di fronte una mappa dove sono mostrati vari punti d’interesse. Se premi su uno dei vari punti ti verrà mostrato il micro-job da svolgere. Una volta svolto il compito, si potrà ottenere il compenso indicato, che solitamente si aggira tra 1€ e 2€.

 

Tra i micro-job richiesti abbiamo:

 

VANTAGGI: l’app richiede lavori veloci da svolgere in poco tempo e quasi sempre all’esterno.

 

SVANTAGGI: il guadagno è basso rispetto ad altre app simili.

 

Scarica App Jobber per Play Store

Scarica App Jobber per App Store

 

 

BeMyEyeBeMyEye

Anche quest'app richiede di svolgere micro-job.

Ad esempio:

La lista di micro-job disponibili si rinnova ogni settimana.

I lavori, come hai potuto constatare, sono più complessi e di solito ogni micro-job consta di 8-10 domande diverse e, spesso, per ognuna devi anche scattare delle fotografie.

 

VANTAGGI: guadagni più alti, per alcuni job puoi guadagnare anche fino a 15 euro, raramente troverai micro-job da 2€, spesso e volentieri da 4€/5€ in su;

 

SVANTAGGI: i micro-job proposti sono spesso all’interno di negozi, quindi sta a te decidere se entrare in un negozio e perdere almeno 15-20 minuti, oltre a dover scattare fotografie in mezzo ad altre persone.

 

Scarica BeMyEye per Play Store

Scarica BeMyEye per App Store

 

 

Opinion RewardsOpinion Rewards

È l'app di Google che ti permette di guadagnare rispondendo periodicamente ai sondaggi che Big-G ti invia. Il compenso varia dagli 8 ai 75 centesimi a sondaggio. Questo compenso però non è “reale”, ma è un credito da spendere sul Play Store scaricando applicazioni a pagamento, film o canzoni. Attenzione, dovrai spenderlo entro 12 mesi, altrimenti scade.

 

Va specificato che, per ricevere i sondaggi, devi avere non solo il gps sempre attivo ma anche la cronologia delle posizioni, altrimenti non ti arriverà alcun sondaggio.

 

Capiterà così che se ti rechi in qualche negozio, specie una grande catena, circa 24 ore dopo, ti arriva il sondaggio che ti chiede se nelle 24 ore precedenti hai visitato uno dei luoghi elencati in zona. Dovrai rispondere il vero, perché Google ha tracciato le tue posizioni e in realtà ti chiede solo la conferma. Se dai una risposta falsa verrai bannato e non riceverai più alcun sondaggio. Inoltre, per ricevere più sondaggi, conviene spostarsi spesso e non fare sempre lo stesso tragitto.

 

VANTAGGI: rispetto alle app precedenti, se e quando ti capita di andare in negozi, hotel, ecc. vi arriverà un sondaggio. Perciò non dovrai andarci apposta e perdere il tuo tempo.

 

SVANTAGGI: i guadagni sono in crediti non in soldi.

 

Scarica Google Opinion Rewards per Android

 

A questo punto non ti resta che fare la scelta.

Se non hai ancora speso le somme della tua Carta del Docente relative all’anno scolastico 2018/2019 è arrivato il momento di farlo, affrettati.

Infatti, se ti chiedi se le somme residue del 2019 possono essere cumulate con le somme del 2020 la risposta è negativa.

Entro il 31 agosto del 2020 l’intera somma residua relativa all’anno scolastico 2018/2019 deve essere spesa pena la decurtazione dal portafogli.

Invece, la somma dell’anno scolastico 2019/2020 verrà accreditata insieme al bonus relativo all’anno scolastico 2020/2021.

Ti ricordiamo, piuttosto, l’altra data di scadenza, entro la quale devi spendere le cifre per l’acquisto di strumenti legati alla didattica a distanza, ovvero il 31 luglio.

 

Cosa è possibile acquistare entro il 31 luglio con la Carta del Docente? Te lo ricordiamo:

Ma cos’è la Carta del Docente e chi può usufruirne?

È una carta elettronica usata dai docenti per gli aggiornamenti e la formazione. Può essere usata ad esempio per l’iscrizione a corsi sull’uso della Lim e tablet, o a qualsiasi tipo di corso qualificante, come il corso di coding, erogato da enti formativi accreditati.

Può essere usata inoltre per l’acquisto di dispositivi hardware.

Gli insegnanti a cui spetta la Carta del Docente, il cui importo è di 500 euro per anno scolastico, sono:

Se usufruisci della Carta del Docente non ti resta che ricordare quindi le due scadenze principali:

 

Ci sono corsi che possono far aumentare le nostre competenze e, soprattutto, il punteggio per il concorso a docente e per il personale Ata nel mondo della scuola.

Fra questi, uno molto interessante il corso di dattilografia. Una tecnica, quella della dattilografia appunto, che non solo ci permette di acquisire competenze in più ma ci apre un altro universo lavorativo che è quello legato alle trascrizioni delle attività nei tribunali, piuttosto che delle riunioni istituzionali siano esse di amministrazioni pubbliche o sindacali.

Ma cosa ci serve per aumentare le nostre competenze con la dattilografia e avere, dunque, punti in più per i concorsi pubblici?

Un ottimo modo è quello di seguire un corso di dattilografia online a prezzi molto vantaggiosi. La possibilità di seguirlo in rete fa in modo che il corso di dattilografia si adatti alle nostre esigenze e non il contrario. E questo non è assolutamente da sottovalutare visto che, ad esempio, potremmo seguire il corso di dattilografia mentre facciamo una pausa dal lavoro.

In sole duecento ore possiamo imparare l’uso della dattilografia e aumentare i punti per i concorsi. Alcune formule offrono anche, in abbinata, un corso di tecnico. Cinquanta ore in più che conviene sempre fare per aumentare le proprie competenze.

Una volta terminato il corso di dattilografia che, come detto sopra, possiamo fare comodamente da casa non solo avremo imparato una tecnica nuova ma nelle nostre mani avremo anche un attestato di partecipazione di dattilografia da 200 ore riconosciuto dal Miur della validità di un punto per le graduatorie Ata e, se facciamo anche il corso tecnico, un attestato di partecipazione per lo svolgimento del ruolo di Assistente Tecnico riconosciuto dal Miur.

Il corso di dattilografia ha dei costi molto bassi anche in rapporto all’opportunità che ci offre: una competenza in più da spendere in vari settori della nostra vita professionale e, soprattutto, un punto in più nella graduatoria Ata.

Un ragionamento di costi/benefici assolutamente da fare.

Chi al momento sta pensando di tentare la strada del concorso docenti, si ritrova fra i requisiti richiesti i famosi 24 CFU necessari per l’insegnamento.

Ma cosa sono i 24 CFU? Sono necessari per tutti? Come si acquisiscono e quali sono i costi?

Entriamo nel dettaglio!

 

24 CFU: cosa sono?

I CFU sono i Crediti Formativi Universitari e sono gli indicatori con cui, nelle università italiane, viene misurato il carico di lavoro richiesto allo studente per frequentare le lezioni e preparare il suddetto esame.

In seguito al Decreto 24 CFU il MIUR ha stabilito che l’acquisizione dei crediti siano necessari per l’insegnamento.

Questo significa che per poter partecipare al concorso docenti 2020 non è più sufficiente il titolo di laurea adatto alla classe di concorso, ma bisogna aver acquisito i 24 crediti formativi nello specifico in:

 

 

 

Sono necessari per tutti?

Sì, se vuoi intraprendere la strada dell’insegnamento, a qualsiasi livello, devi possedere i 24 crediti previsti dal MIUR.

Sono necessari per il concorso straordinario scuola secondaria, per la procedura straordinaria per l’abilitazione, per il concorso ordinario scuola secondaria e anche per coloro i quali richiedono l’inserimento nelle graduatorie d’istituto di III fascia.

Gli unici a essere esonerati dal conseguimento dei 24 CFU sono i docenti abilitati.

 

Come si acquisiscono?

Naturalmente alcuni percorsi di studi ne prevedono l’acquisizione, ma qualora tu abbia già conseguito la laurea è necessario anzitutto verificare la corrispondenza dei settori disciplinari.

Se tale corrispondenza non dovesse esserci ti trovi nella condizione di doverli recuperare.

Puoi chiedere alle Università, alle Università telematiche o agli Enti di formazione autorizzati ad attivare i corsi per il conseguimento dei 24 crediti formativi.

 

Il costo

Il Miur ha previsto che per l’acquisizione dei crediti non si superi la cifra dei 500 euro.

Non ti resta che controllare se il tuo percorso di laurea preveda i 24 CFU o se tu debba rivolgerti agli Enti appositi che ti possano permettere di acquisirli.

È nata restoincampo, l’app grazie alla quale trovi lavoro in agricoltura.

Il settore agricolo ha sempre bisogno di manodopera, specie in questo periodo sia per la stagionalità di alcuni raccolti sia per il momento di difficoltà generale che sta attraversando il nostro Paese a causa del Covid-19.
Per garantire, quindi, un costante afflusso di materie prime è fondamentale creare un luogo d’incontro tra domanda e offerta di lavoro nel settore dell'agricoltura. A questa esigenza risponde restoincampo che crea così una piazza virtuale e immediato di scambio domanda/offerta.

Sviluppata da Anpal (Agenzia Nazionale Politiche Attive Lavoro) per conto del Ministero del Lavoro, restoincampo è scaricabile gratuitamente sui vari store (Google Play e App Sore) e funziona su tutti i device (Android e iOS).

Come funziona

Gli imprenditori agricoli, dopo essersi iscritti, inseriscono le proprie offerte di lavoro, visualizzano le candidature ricevute, le valutano e se ritenute idonee contattano direttamente il candidato.

Analogamente chi cerca lavoro nei campi può crearsi un proprio profilo, inserire le proprie competenze e rendersi disponibile per le varie richieste che troverà nell’elenco dell’app.

Il Direttore Generale dell’Agenzia, Paola Nicastro, ha dichiarato: «l’app restoincampo è una grande opportunità per sostenere le imprese e i lavoratori autonomi del settore, duramente colpiti dalla crisi derivante dall’emergenza sanitaria e chiamati a fronteggiare una stagione cruciale per i propri cicli produttivi. L’app è pensata in modo agile, intuitivo e semplificato [...]. È uno strumento di supporto anche per i lavoratori immigrati che prestano manodopera in agricoltura, con l'obiettivo di sottrarli allo sfruttamento del caporalato e con l'ambizione di renderli autonomi».

Oggi disponibile solamente per il settore agricolo, l’app in futuro potrà essere facilmente adattata ed estesa ad ogni altro settore produttivo, in quanto è integrata con i servizi di MyANPAL... così si potrà rispondere in modo efficace a tutte le esigenze di lavoratori, imprese e operatori.

Se la campagna è sempre stata la tua passione, non resta che scaricare l’app e iscriversi.
Provare per credere.

CORSI RICONOSCIUTI DAL MINISTERO DELL'ISTRUZIONE
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