Ancora incognite sul rientro a scuola

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26/08/2020
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Il timore che la crescita dei contagi possa compromettere il rientro a scuola, le polemiche sul ritardo nella consegna dei banchi monoposto e sulla predisposizione, da parte di alcuni enti locali, di spazi in cui tenere le lezioni, le critiche dei sindacati al ministro Azzolina, da lei rispedite al mittente, e le difficoltà nel predisporre il servizio di trasporto per portare i ragazzi a scuola mantenendo la distanza di sicurezza di almeno un metro, hanno indetto il premier Giuseppe Conte a convocare un incontro con la Ministra dell’Istruzione Azzolina e gli altri Ministri competenti sulla riapertura, ovvero la titolare del Ministero dei Trasporti, Paola De Micheli, e il ministro della Salute Roberto Speranza. Al vertice hanno partecipato anche Angelo Borrelli, capo della Protezione civile e il commissario per la scuola Domenico Arcuri. Subito dopo il premier ha iniziato un vertice con i capidelegazione della maggioranza.

Sono tanti i nodi ancora da sciogliere, a partire dai trasporti, ma intanto una prima buona notizia c’è stata: in alcune scuole romane sono arrivati i primi banchi monoposto; li avevano ordinati, appena avuti i fondi dal Ministero dell’Istruzione, alcuni presidi grazie ai soldi del decreto “rilancio”. E mentre sono partiti in tutte le regioni i test sierologici per il personale della scuola, in molte regioni mancherebbero i kit per i medici di famiglia, che avrebbero dovuto somministrarli. Inoltre, proprio alcuni sindacati dei medici chiedono che i test vengano effettuati nelle scuole e nelle Asl ma non negli ambulatori dei medici di famiglia, sia per una questione di sicurezza degli altri pazienti, sia per i costi di smaltimento del materiale utilizzato e infine per i costi delle sanificazioni nel caso emergessero eventuali positivi.

Inoltre, sono rimaste deluse le aspettative delle regioni che speravano in una deroga al metro di distanza sui mezzi di trasporto: il Comitato tecnico scientifico ha ribadito che, anche con la mascherina, la distanza di almeno un metro tra gli occupanti del mezzo pubblico dovrà esserci e se si pensa all’utilizzo di separatori, la soluzione non sarà disponibile a breve e non potrà applicarsi a metro e bus. E pure l’idea di differenziare gli orari scolastici, «non può essere la soluzione», spiega il coordinatore degli assessori regionali ai Trasporti, Fulvio Bonavitacola. «Le regioni – aggiunge – avevano da tempo sollecitato una strategia nazionale a riguardo».

Insomma, come i ragazzi raggiungeranno le scuole rimane un rebus non di poco conto, perché se è chiaro che il rientro a scuola è previsto dal 1° settembre per il recupero degli apprendimenti e dal 14 per le lezioni, non è ancora chiaro come il rientro a scuola sarà possibile senza poter prendere i mezzi pubblici.

In questo contesto, le regioni si muovono anche autonomamente. È il caso della Campania, che ha deciso di acquistare i termoscanner da assegnare agli istituti scolastici per fare in modo che la temperatura venga misurata agli alunni all’ingresso degli stessi istituti. Si comincerà dalle secondarie superiori.

 

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