Dai Comuni ai sindacati: nella scuola ora è tutti contro tutti

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19/09/2020
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Scuola, un mondo nel caos. Si fa ogni giorno più incessante lo stillicidio di studenti positivi al Covid e di classi messe in quarantena, con il trascorrere dei giorni dall'apertura del 14 settembre: tra i tanti casi segnalati oggi anche quello di 5 fratelli nel reggiano di diverse età che hanno mandato in quarantena quattro classi in tre scuole di altrettante città della provincia - due istituti superiori e un istituto comprensivo tra Novellara, Reggiolo e Correggio - dove ora circa 80 alunni e i docenti, saranno sottoposti al tampone per Sars-Cov2.

Tutto questo induce il virologo Andrea Crisanti a dire che "con la febbre oltre 37 non si dovrebbe andare a scuola", anche perché - secondo il monitoragigo settimanale dell'Iss - i contagi si trasmettono sempre di più dai figli e nipoti ai genitori e ai nonni. Ma nonostante i dati siano in peggioramento, ai dirigenti scolastici stanno arrivando diffide da parte di gruppi di genitori che chiedono di non applicare la mascherina e il distanziamento in quanto contrari ad ogni norma di tipo pedagogico ed alla socializzazione.

"Per questo i dirigenti scolastici hanno bisogno di indicazioni univoche", sostiene Roberta Fanfarillo che guida i dirigenti scolastici della Cgil, anche a proposito della ordinanza del Piemonte che impone di misurare la febbre a scuola. Una decisione, questa, che non è piaciuta neppure alla Cisl e alla Uil scuola che hanno chiesto - senza successo - al governatore Cirio di sospendere il provvedimento. Vuole che venga misurata la temperatura nelle scuole anche il governatore Vincenzo De Luca: proprio da oggi partono in Campania i decreti per dare a 919 scuole i tremila euro per i termoscanner e da lunedì inizia la consegna delle 900 pistole termoscanner per gli istituti. "Con l'avvio dell'anno scolastico ci aspettiamo inevitabilmente un aumento di contagi", riflette De Luca.

A Vercelli frattanto il mondo politico lancia l'allarme per gli "assembramenti di ragazzi" davanti alle scuole "spesso senza mascherine". Nell'ambito delle misure per evitare il rischio contagio, in una scuola materna del varesotto, a Gallarate, i bambini dovranno indossare pettorine rosse, gialle, verdi, blu, un colore per ogni classe, come i calciatori o gli atleti durante gli allenamenti. Una decisione presa con l'obiettivo di tenere nello stesso gruppo i bimbi, tra i 3 e i 5 anni, nei pochi momenti in cui potrebbero confondersi gli uni con gli altri. Ma i problemi della scuola rimangono soprattutto la mancanza di docenti e di spazi supplementari dove fare lezione.

"Nell'anno del Covid si va dritti verso il record di posti vacanti", dice Marcello Pacifico di Anief, secondo il quale sommando i posti vacanti con quelli di fatto, le deroghe su sostegno e le cattedre-Covid, si arriva a circa 230 mila contratti a tempo determinato.

Per chiedere attenzione alla scuola è stata prevista il prossimo 26 settembre una manifestazione nazionale promossa dal Comitato Priorità alla scuola - a cui hanno aderito Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda - mentre il 24 e 25 settembre è stato indetto uno sciopero dai sindacati di base.

Tutte le difficoltà in campo, unite alla necessità di sanificazioni profonde una volta terminate le elezioni di domenica 20 e lunedì 21 settembre, stanno spingendo molti territori a rinviare l'apertura delle scuole. A decidere di posticipare sono stati in questi giorni numerosi comuni pugliesi e campani (c'è chi aprirà i primi di ottobre); oggi ha stabilito che si rientrerà in classe il 28 settembre invece del 24 anche il Comune di Reggio Calabria nelle scuole sede di seggio elettorale. L'anno scolastico particolare che si è aperto ha indotto infine la Regione Lazio a reintrodurre l'obbligo di portare il certificato medico a scuola dopo che si è stati ammalati.

In realtà non c'è in materia una normativa specifica e ogni Regione ha disciplinato la questione scuola per conto proprio, ma i dirigenti scolastici chiedono di reintrodurre l'obbligo di certificazione "almeno sopra i tre giorni di malattia".

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