La scuola come bene rifugio

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04/08/2020
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Il nostro è un Paese dove il problema lavoro è sempre stato centrale. Tanti, giovani e meno giovani, sono senza occupazione pur essendo altamente qualificati e specializzati. A questo panorama complesso si è aggiunta l’emergenza Covid che ha drammaticamente portato a una crisi occupazionale senza precedenti.

In questo scenario, le possibilità lavorative che la scuola italiana potrebbe offrire sono molte e confortanti. Sembra quasi che anni e anni di sacrifici possano trovare uno spiraglio e far “respirare” tante persone che hanno necessità, e soprattutto competenze, con una occupazione stabile.

Per tutti questi motivi, possiamo considerare oggi la scuola come bene rifugio. Un bene rifugio, in economia, è un bene che tende a non perdere valore a seguito di un incremento del livello generale dei prezzi. Come dice il nome stesso, quindi, chi investe in un bene rifugio non lo fa a scopo speculativo, bensì per un bisogno di protezione da un periodo di crisi economica.

Così, in un momento delicatissimo come il post Covid, avere un posto nel mondo della scuola significa poter avere una sicurezza economica non indifferente e, mai come in questo periodo, i numeri dicono che le possibilità sono tante.

Per quanto riguarda la corsa alla cattedra parliamo di una richiesta di oltre 85mila posizioni alle quali vanno aggiunte le altre 92mila cattedre da considerare come «adeguamento docenti in organico di fatto» e le deroghe di sostegno.

In più non si deve dimenticare il personale Ata, ovvero, tutte quelle figure fondamentali che stanno fuori dalla cattedra ma, senza le quali, la scuola italiana non potrebbe andare avanti.

Infatti, anche tra gli amministrativi, tecnici, collaboratori scolastici e gli altri profili professionali ci sono altri 25mila posti in ballo.

In più, per quanto riguarda sia l’insegnamento sia il personale ATA, sono state allargate le maglie della cosiddetta MAD (messa a disposizione) che amplia le categorie di chi può accedere al mondo della scuola e avere una possibilità in più per lavorare. Che di questi tempi da crisi post coronavirus non è per nulla male. Anzi.

Altro fattore di cui tenere assolutamente conto è che la scuola non ha età. Non ci sono, infatti, limiti anagrafici per poter partecipare ai concorsi. E questo è un ulteriore vantaggio, non indifferente, in un Paese dove l’età media della popolazione è relativamente alta.

Non resta allora che restare ancorato a tutte le possibilità che, in questo periodo, il mondo della scuola offre. Nel frattempo non restare a guardare. Ti consigliamo di migliorare le tue competenze con i molteplici corsi, anche online, messi a disposizione dalle varie scuole paritarie e certificate. Ciò permetterà di accumulare punti per partire avvantaggiato sui tanti concorrenti che si stanno riversando nell’“universo scuola”.

 

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